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ANTONIO SAURA (Huesca, 1930 – Cuenca, 1998). “Moi”, 1976. Serigrafia in bianco e nero su carta Schoeller. Firmata e numerata a matita 24/60. Tiratura di 60 esemplari e 12 H.C. Stampata da Alexandre Tornabell, Amer, Girona. Pubblicato da: Gustavo Gili, Barcellona. Bibliografia: Olivier Weber-Caflisch, Antonio Saura. L'œuvre imprimé. Catalogue raisonné, Patrick Cramer, Ginevra, 2000, pp. 268–285 (serie completa, nn. 236–253). Dimensioni: 102 x 73,5 cm. Realizzata nel 1976, questa serigrafia fa parte di *Moi*, una serie di diciotto stampe in cui Antonio Saura affronta l’autoritratto da una prospettiva radicalmente espressionista. La serie si basa su fotografie dello stesso artista scattate da suo fratello, il regista Carlos Saura, che egli trasforma attraverso distorsioni e sovrapposizioni fino a farne immagini di grande intensità psicologica. In questa composizione, due volti frammentati emergono da grandi masse nere, mentre gli occhi — spalancati — concentrano tutta la tensione espressiva. Il forte contrasto tra bianco e nero e la texture granulosa delle superfici accentuano l’intensità visiva dell’immagine. La serie costituisce una riflessione unica sull’identità, strettamente legata al concetto di “antiritratto” sviluppato dall’artista. Antonio Saura è stato una figura chiave dell’Informalismo spagnolo e uno dei principali innovatori della pittura del dopoguerra. Dopo un primo periodo legato al surrealismo, nel 1957 fondò il gruppo El Paso, che svolse un ruolo decisivo nella modernizzazione del linguaggio artistico spagnolo. La sua opera, incentrata sulla figura umana e caratterizzata da una qualità gestuale e da una grande forza espressiva, comprende pittura, disegno e una vasta produzione grafica. Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1958 e alla Documenta di Kassel del 1959, e nel 1960 ha ricevuto la borsa di studio Guggenheim. Le sue opere fanno parte di collezioni quali quelle del Museo Reina Sofía di Madrid, del Museo Guggenheim di Bilbao e del MoMA di New York.
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