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CHRISTO (Bulgaria, 1935–2020) e JEANNE CLAUDE DE GUILLEBON (Marocco, 1935 – Stati Uniti, 2009). “The Mastaba, Progetto per gli Emirati Arabi Uniti”. Litografia offset. Firmata a mano. Include informazioni sulla pubblicazione. Dimensioni: 60 x 50 cm. Il progetto «The Mastaba» è stato ideato da Christo e Jeanne-Claude nel 1977 per il deserto di Liwa, circa 160 km (100 miglia) a sud della città di Abu Dhabi. Sebbene non sia stato possibile realizzarlo quando gli artisti erano ancora in vita, se ne prevede l’esecuzione postuma; consisterà nella creazione del più grande “mastaba” del mondo, ovvero una scultura tridimensionale contemporanea, composta da 410.000 barili multicolori che formeranno un mosaico colorato che richiama l’architettura islamica (vale la pena notare che un mastaba è un tipo di tomba dell’antico Egitto con base rettangolare, tetto piatto e pareti laterali inclinate, costruita con blocchi di mattoni crudi o pietra). La Mastaba sarà alta 150 metri (492 piedi), lunga 300 metri (984 piedi) lungo le pareti verticali e larga 225 metri (738 piedi) lungo le pareti inclinate con un angolo di 60 gradi. La fattibilità di questo immenso progetto è avvalorata dal fatto che, nel 2007 e nel 2008, Christo e Jeanne-Claude abbiano ingaggiato professori di ingegneria del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zürich), dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign negli Stati Uniti, dell’Università di Cambridge nel Regno Unito e dell’Università Hosei di Tokyo, in Giappone, per condurre studi di fattibilità. Alla fine, il progetto proposto dall’Università Hosei è stato ritenuto il più solido e innovativo dal punto di vista tecnico. Una volta ottenuta l’approvazione del governo, il periodo di costruzione durerà almeno tre anni e si tratterà di un progetto autofinanziato che non richiederà fondi pubblici, come avviene per tutti i progetti della coppia di artisti. Christo e Jeanne-Claude, rinomata coppia di artisti della fine del XX secolo, sono autori di opere di avvolgimento che rappresentano alcuni degli esempi più estremi di arte concettuale. Christo Valdimirov Javacheff studiò all’Accademia di Belle Arti di Sofia dal 1952 al 1956, dopodiché trascorse un anno a Praga. Nel 1957, Christo fuggì dallo Stato socialista e si stabilì a Vienna, da dove si recò a Ginevra e infine a Parigi. La sua vita a Parigi fu segnata da difficoltà economiche e isolamento sociale, aggravati dalla sua difficoltà nell’apprendimento del francese. Si guadagnava da vivere dipingendo ritratti, attività che lui stesso paragonava alla prostituzione. Nel gennaio 1958, Christo realizzò la sua prima opera di “arte avvolta”: ricoprì un barattolo di vernice vuoto con una tela imbevuta di vernice acrilica. Christo e Jeanne-Claude si incontrarono a Parigi nel novembre 1958. Nel 1961 intraprese quello che sarebbe stato il suo primo progetto con oggetti su larga scala, avvolgendo delle botti nel porto di Colonia. Nel 1962, Christo e Jeanne-Claude realizzarono il loro primo progetto monumentale, «Rideau de fer», come presa di posizione contro il Muro di Berlino. L’opera consisteva nel bloccare via Visconti, situata lungo il fiume, con barili di petrolio. Sebbene Christo stesse organizzando contemporaneamente la sua prima mostra in galleria, fu proprio il progetto Visconti a portarlo alla ribalta a Parigi. Nel 1964, la coppia si stabilì a New York. Nel 1968 parteciparono a Documenta 4 a Kassel e nel 1969 intrapresero uno dei loro progetti più famosi: avvolgere il litorale di Little Bay a Sydney, in Australia. Da allora hanno realizzato numerosi progetti su larga scala in tutto il mondo, tra cui “Running Fence” e “Wrapped Walkways” negli Stati Uniti, “Pont Neuf” a Parigi, “Umbrellas” negli Stati Uniti e in Giappone e il Reichstag in Germania.
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