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AMELIA PELÁEZ (Yaguajay, Cuba, 1896 – L’Avana, 1968). Senza titolo, 1964. Guazzo su carta. Firmato e datato «AP 64» nell’angolo in basso a destra. Condizioni: presenta un piccolo strappo sul margine destro. Dimensioni: 29,5 x 21,5 cm; 36,5 x 28,5 cm (cornice). Realizzata nel 1964, quest’opera appartiene al periodo maturo di Amelia Peláez, una delle figure chiave dell’avanguardia cubana del XX secolo. Il suo linguaggio artistico, sviluppatosi a partire dalle influenze cubiste e dalla tradizione ornamentale dell’architettura coloniale, ha raggiunto una sintesi unica tra figurazione e astrazione, caratterizzata dalla preponderanza del colore e della linea. La composizione presenta due forme floreali stilizzate, articolate verticalmente da spessi contorni neri che delineano aree di giallo e rosso intensi. La semplificazione geometrica, il ritmo delle curve e la disposizione simmetrica degli elementi evocano la struttura delle tradizionali vetrate cubane, un motivo ricorrente nell’opera dell’artista. I tratti distintivi cromatici e l’espressività della pennellata conferiscono all’opera un carattere spiccatamente decorativo, tipico della sua produzione degli anni ’60. Amelia Peláez si formò all’Accademia di San Alejandro all’Avana e approfondì i propri studi a Parigi, dove fu allieva di Alexandra Exter ed entrò in contatto con l’avanguardia europea. Dopo il ritorno a Cuba nel 1934, sviluppò un linguaggio artistico personale che integrava la modernità artistica con elementi della cultura visiva caraibica. Ha partecipato alla mostra “Modern Cuban Painters” al MoMA di New York nel 1944 e alla Biennale di Venezia del 1952. Le sue opere sono presenti in istituzioni quali il MoMA e l’Art Museum of the Americas di Washington.
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