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JOAN MIRÓ I FERRÀ (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983). “Hommage a Joan Miró”, 1973. Acquaforte e stampa al carborundum su carta, edizione rilegata in tela. Firmata e numerata a mano. Con timbro a secco dello stampatore J.J. Torralba e una trasparenza dell’editore Sala Gaspar. Tiratura di 275 esemplari, tutti numerati H.C. Pubblicata da Sala Gaspar. Citato nel catalogo ragionato di Jacques Dupin, «Miró the Printmaker, Vol. III: 1973–1975», n. 868, p. 190. Dimensioni: 68,5 x 49 cm (dimensioni dell’immagine); 77 x 57 cm (dimensioni del foglio). Realizzata nel 1973, questa stampa è stata pubblicata da Sala Gaspar a Barcellona in occasione dell’80° anniversario della nascita di Joan Miró. Presenta una composizione evocativa che sembra ispirarsi alla vita microscopica. Le linee bianche sullo sfondo nero sembrano prendere vita propria, creando un mondo quasi alieno. In alcune zone spuntano lampi di blu e rosso, accentuando il senso di mistero. Joan Miró si formò a Barcellona, frequentando sia la Escuela de la Lonja che l’Academia Galí. Già nel 1918 tenne la sua prima mostra alle Galerías Dalmau di Barcellona. Nel 1920 si trasferì a Parigi, dove conobbe Picasso, Raynal, Max Jacob, Tzara e i dadaisti. Lì, sotto l’influenza dei poeti e dei pittori surrealisti, il suo stile iniziò a maturare; cercò di tradurre la poesia surrealista in arte visiva, attingendo alla memoria, alla fantasia e all’irrazionale. Da quel momento in poi, il suo stile intraprese un’evoluzione che lo condusse verso opere più eteree, in cui le forme e le figure organiche venivano ridotte a punti, linee e macchie di colore astratte. Nel 1924 firmò il primo manifesto surrealista, sebbene l’evoluzione della sua opera — di gran lunga troppo complessa — gli impedisse di essere classificato all’interno di una specifica ortodossia. La sua terza mostra a Parigi, nel 1928, segnò il suo primo grande trionfo: il Museum of Modern Art di New York acquisì due delle sue opere. Tornò in Spagna nel 1941 e, quello stesso anno, il museo gli dedicò una retrospettiva che segnò il suo definitivo riconoscimento internazionale. Durante gli anni ’50 sperimentò altre tecniche artistiche, quali l’incisione, la litografia e la ceramica. Dal 1956 fino alla sua morte, avvenuta nel 1983, visse a Palma di Maiorca in una sorta di esilio autoimposto, nonostante la sua fama internazionale fosse in continua crescita. Nel corso della sua vita ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui i Grandi Premi alla Biennale di Venezia del 1954 e dalla Fondazione Guggenheim nel 1959, il Premio Carnegie per la Pittura nel 1966, le Medaglie d’Oro della Generalitat della Catalogna (1978) e dall’Accademia di Belle Arti (1980); gli furono inoltre conferiti lauree honoris causa dall’Università di Harvard e dall’Università di Barcellona. Oggi le sue opere sono esposte presso la Fondazione Joan Miró di Barcellona, inaugurata nel 1975, nonché nei principali musei d’arte contemporanea di tutto il mondo, quali il Thyssen-Bornemisza, il MoMA di New York, il Museo Reina Sofía di Madrid, la National Gallery di Washington, il MNAM di Parigi e l’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo.
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