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JOSEP MARIA RIERA I ARAGÓ (Barcellona, 1954). “Airplane”, 1987. Tecnica mista su ferro. Firmato e datato. Dimensioni: 31 x 101 cm. Pittore e scultore, Josep Riera i Aragó ha studiato alla Scuola di Belle Arti di Barcellona. Ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1981 presso la Galleria Artema di Barcellona. Due anni dopo ha partecipato al Salone d’Autunno della città e, da allora, ha esposto le sue opere in tutto il mondo presso prestigiose gallerie in Spagna, Messico, Paesi Bassi, Israele, Germania, Belgio, Francia, Lussemburgo, Svizzera, Colombia e Stati Uniti. Di particolare rilievo sono le mostre personali che ha tenuto al Museo di Céret (Francia, 1989), alla Biblioteca Nazionale di Parigi (1993), al Museo d’Arte Moderna di Ostenda (Belgio, 1997), alla Galleria Joan Prats di New York (1998), alla Galleria Tassende di Los Angeles (2003) e al Museo di Aalst in Belgio (2006), tra le altre. Dal 1983, Riera i Aragó ha sviluppato il proprio discorso artistico attorno alla meccanizzazione, utilizzando un linguaggio simbolico caratterizzato dall’interesse per i mezzi di trasporto aerei e marittimi, che egli osserva fuori contesto, separati dalla loro funzione originaria. Allo stesso tempo, il suo linguaggio artistico si è arricchito grazie a un’esplorazione più approfondita del dialogo tra linea e piano, e tra spazio vuoto e spazio pieno. Mai ripetitiva, ogni “macchina” da lui creata evoca, senza pathos né condiscendenza, una visione chiara ed esaustiva dell’umanità. Con un vocabolario visivo limitato a forme semplici che ricordano dirigibili, sottomarini o aeroplani, Riera i Aragó sviluppa una ricca iconografia carica di significato che, intrisa di chiara ironia, parla dell’assurda incoscienza delle creazioni umane e della giustizia poetica che ne deriva quando tali creazioni si rivoltano contro di noi. La sua opera va intesa come una narrazione a tutto tondo, che stabilisce connessioni con ambiti diversi come l’astronomia, la botanica, la matematica e il misticismo, e che offre allo spettatore l’opportunità di entrare in un universo unico e profondamente lirico, dove realtà e finzione cessano di essere categorie opposte. L’opera di Riera i Aragó è attualmente rappresentata presso il MACBA, il Museo Joan Miró, La Caixa e Vicent Van Gogh, al Museo d’Arte Moderna del Lussemburgo, al Museo Rufino Tamayo in Messico, ai Musei Cérét e Reattu di Arles, in Francia, al Museo Otani in Giappone e al Museo di Heilbronn in Germania, tra molti altri.
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