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PEDRO MORENO MEYERHOFF (Barcellona, 1954). “Mani”, 1987. Olio su tavola. Firmato e datato nell’angolo in basso a destra. Con un’etichetta ArteUnido sul retro. Dimensioni: 36,5 x 45 cm; 41 x 49 cm (con cornice). Victoria Combalía ha descritto Pedro Moreno Meyerhoff come l’«Antonio López catalano» per la sua tecnica precisa, meticolosa e iperrealistica, che tuttavia non manca di poesia ed espressività. L’artista è stato in gran parte autodidatta e ha iniziato a dipingere come forma di terapia in seguito a un periodo di depressione. Non riuscendo a scrivere, decise di ritrarre meticolosamente il mondo che lo circondava, dal più piccolo insetto ai volti di amici e conoscenti. In questo modo, l’artista cercava di estrarre l’essenza della realtà per coglierla, farla propria e comprenderla. Oltre a questo interesse per la pittura realistica come modo di comprendere il mondo e, al contempo, di proiettarsi in esso, anche la sua ammirazione per alcuni dei principali artisti della storia dell’arte ha influenzato il suo fermo impegno verso la pittura figurativa. Il suo fascino per artisti come il pittore rinascimentale Beato Angelico — le cui atmosfere delicate, piene di pace e spiritualità, erano al tempo stesso realistiche e trascendenti — e il pittore fiammingo Jan van Eyck, che nel XV secolo rivoluzionò la la pittura a olio grazie alla sua capacità di tradurre il mondo reale su una superficie piana, ha ispirato l’artista ad approfondire la rappresentazione della luce, del colore e dell’atmosfera. Negli ultimi anni della sua carriera, il pittore si è gradualmente allontanato dal realismo assoluto per introdurre nelle sue opere una sfumatura più personale, lirica ed espressiva, pur rimanendo affascinato dal mondo tangibile — da ciò che è materiale e fisico — e, al tempo stesso, dalla sua natura fugace. Pedro Moreno-Meyerhoff ha partecipato a mostre collettive al Musée d’Art Moderne de Céret e al Museu d’Art de Cerdanyola, entrambe nel 2014; al Museu Marítim di Barcellona, nel 2009; al Panorama Museum di Bad Frankenhausen, in Germania, nel 2002 e nel 2007; e al Museo d’Arte del Banco de la República a Bogotá, nel 2006. Inoltre, le sue opere sono presenti in collezioni quali quelle del MACBA, del Museo de Bellas Artes de Murcia, della Fundació Vila Casas–Can Framis e del Kunstmuseum di Wuppertal.
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