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PABLO PICASSO (Malaga, 1881 – Mougins, Francia, 1973). “Vaso azteco con quattro volti”, 1957. Terracotta bianca, parzialmente incisa, con ingobbi colorati e smalto; numero 27/50. Disegno ideato nel 1957 e realizzato in un’edizione numerata di 50 esemplari dal laboratorio Madoura di Vallauris. Stampigliato, contrassegnato e numerato sulla base: «Edition Picasso / Madoura Plein Feu / Edition Picasso / 27/50 / Madoura». Bibliografia: Alain Ramié, *Picasso. Catalogo delle opere ceramiche edite 1947–1971*, Madoura, 1988, p. 210, n. 401 (modello riprodotto). In buone condizioni. Dimensioni: 52,7 cm di altezza. Ideato nel 1957, il «Vaso azteco ai quattro volti» è un esempio straordinario dell’inventiva di Pablo Picasso nel campo della ceramica, disciplina centrale nella sua opera matura. L’opera appartiene alla serie realizzata in collaborazione con il rinomato laboratorio Madoura di Vallauris, diretto da Suzanne e Georges Ramié, con i quali l’artista instaurò uno stretto rapporto creativo a partire dal 1947. In queste opere, Picasso ha superato la funzione tradizionale dell’oggetto ceramico per esplorarne le possibilità scultoree e pittoriche, trasformando recipienti di uso quotidiano in creazioni di grande originalità formale. Di particolare interesse è il legame di questo modello con la tradizione ceramica precolombiana. Sebbene il titolo alluda al mondo azteco, la struttura del vaso si ispira ai recipienti con manici a staffa della cultura Moche, fiorita sulla costa settentrionale dell’antico Perù. Suzanne Ramié ha riportato in vita questa forma ancestrale — caratterizzata da un corpo globulare e da un grande manico tubolare sormontato da un beccuccio — adattandola al linguaggio artistico di Picasso. L’artista trasforma il volume attraverso quattro volti umani distribuiti sulla superficie, costruiti con tratti schematici dalle sfumature cubiste. La combinazione di ingobbi bluastri, tonalità terrose e superfici bianche crea suggestivi elementi grafici distintivi, mentre incisioni e motivi geometrici arricchiscono la decorazione. La moltiplicazione dei volti invita lo spettatore a contemplare l’opera da diverse angolazioni, instaurando un dialogo stimolante tra le tradizioni artistiche americane e l’avanguardia europea. La sua spiccata presenza scultorea rivela la capacità di Picasso di integrare forma, decorazione e volume in una creazione unica. Figura di spicco dell’arte del XX secolo, Pablo Picasso è stato una delle principali forze trainanti del cubismo e un attore chiave nel costante rinnovamento dei linguaggi artistici. Il suo incontro con l’atelier Madoura nel 1946 segnò l’inizio di un intenso periodo di sperimentazione ceramica, che portò avanti in particolare a partire dal 1947 per oltre due decenni. In questo campo, ha esplorato la modellazione, gli engobbi, gli smalti e la trasformazione scultorea delle forme tradizionali, incorporando riferimenti mediterranei, classici e precolombiani. Le sue opere sono presenti in istituzioni quali il MoMA di New York, il Museo Reina Sofía di Madrid, il Musée national Picasso-Paris e il Museu Picasso di Barcellona.
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