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FERRÁN GARCÍA SEVILLA (Palma di Maiorca, 1949). “Cien 31”, 1987. Olio su tela. Firmato sul retro. Dimensioni: 162 x 130 cm; 165 x 133 cm (con cornice). Inizialmente impegnato nella teoria e nella critica d’arte, García Sevilla ha insegnato belle arti in diverse università. Ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1972. Dopo aver iniziato la sua carriera artistica nell’arte concettuale, si è dedicato alla pittura e all’arte grafica, nell’ambito di quella che è nota come arte postmoderna. Tipicamente dispone figure ben definite, spesso antropomorfe, su sfondi neutri o su sfondi caratterizzati da motivi ripetuti con insistenza. Utilizza tavolozze cromatiche ricche, vivaci e contrastanti, avvalendosi di un linguaggio visivo semplificato che a tratti ricorda l’arte primitiva. Gli enormi dipinti di García Sevilla, le sue immagini incisive, il suo umorismo spesso brutale, i testi che occupano parte della superficie di questi dipinti e la sua forza espressiva sono ormai familiari al pubblico sia in Spagna che all’estero. Dotato di un’immaginazione quasi prodigiosa quanto la sua forza di volontà, García Sevilla è una vera e propria macchina per produrre dipinti, per divorare e trasformare immagini. Tutto ciò trova espressione nel regno verbale: dalla sua famosa intervista con Kevin Power, inclusa nel libro di quest’ultimo *Conversations with…* (1985), nessuno dubita che García Sevilla sia uno dei pittori spagnoli con più cose da dire e che, sotto un’apparenza di improvvisazione — e, quando ne ha voglia, di delirio —, rifletta profondamente sul significato della sua opera. A questo proposito, il suo caso ricorda quello di Miró, per il quale ha sempre espresso grande ammirazione. Ha tenuto mostre personali in Europa e negli Stati Uniti e ha partecipato a mostre collettive ad Amburgo, Vienna, Monaco di Baviera, San Pietroburgo, Lisbona e in varie città spagnole, oltre che alla Documenta di Kassel (1987) e alle Biennali di Istanbul (1989) e di San Paolo (1996). Tra le mostre personali che ha tenuto negli ultimi anni, spiccano quelle alla Elga Wimmer Gallery di New York (1992), alla Thomas Netusil Kunsthandel di Vienna (2000) e alla Galleria Fúcares di Madrid (2008). García Sevilla è presente al Centre Pompidou di Parigi — Museo Nazionale d’Arte Moderna, al Museo Nazionale Reina Sofía, al MACBA di Barcellona, all’Atlantic Center for Modern Art di Las Palmas, al CaixaForum di Barcellona, alla Fondazione Suñol, al Museo delle Collezioni Ico, Es Baluard a Palma di Maiorca, l’IVAM a Valencia, la Fondazione Juan March, il Museo Patio Herreriano a Valladolid, l’ARTIUM a Vitoria e il MuHKA ad Anversa.
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