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259 - Henri Matisse (1869-1954)

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Henri Matisse (1869-1954) La volpe bianca. 1929. Litografia. 365 x 507 [498 x 647 mm]. Duthuit-Garnaud 514. Bellissima prova su carta velina bianca, annotata «Essai» e firmata a matita. L’impronta della pietra è molto marcata nella parte superiore. Alcune sottili pieghe da manipolazione e lievi tracce di ossidazione ai bordi. Sul retro, annotazione manoscritta a matita blu: «Pl. 123». Margini integri. Tiratura definitiva di 75 copie (oltre a 10 prove d’artista). Timbro AABM (Lugt 3075). La modella qui raffigurata è Élise (Albertine Henriette) Löwengard-Clarnète, detta Lisette (1910-2001), che Matisse ritrasse anche nelle sue litografie dell’epoca nei panni di una persiana o di un’odalisca. «[Lei] aveva solo 18 anni quando incontrò Matisse, per il quale posò dal 1928 al settembre 1933. Occupa un posto tanto più interessante tra le sue modelle in quanto è testimone involontaria di una crisi pittorica e dei tormenti che essa comporta, ma anche del rinnovato vigore creativo che suscita nel pittore la commissione da parte di Albert Barnes di una grande decorazione per l’atrio d’ingresso della sua fondazione a Merion (vicino a Filadelfia, USA). [Ricorda:] «Matisse si era innamorato a prima vista di quegli abiti, nei quali provava un evidente piacere non solo nel dipingermi, ma anche nel fotografarmi; se ne era infatuato e li aveva fatti propri. Mi sembrava la cosa più naturale del mondo [...]. Matisse univa la gelosia di un sultano innamorato alla generosità di un principe. Aveva per me le premure di un padre e gli sbalzi d’umore di una tigre. Nel 1989, in un articolo pubblicato su Madame Figaro, Lisette racconta gli anni trascorsi al fianco di Matisse. Testimonia, ad esempio, del suo ruolo durante la realizzazione de *La Danse* per la Fondazione Barnes: «Dopo aver posato nuda, indossavo la mia camicetta e salivo sull’immensa piattaforma con le rotelle per fissare il disegno alla parete. Lo spostavo a destra, a sinistra, secondo i suoi ordini. Chiedeva il mio parere.» Questa precisazione conferma le molteplici funzioni che talvolta alcune modelle assumevano in casa Matisse. Accanto alla moglie dell’artista, ricopriva anche il ruolo di infermiera. In uno dei numerosi disegni con cui amava illustrare le sue lettere, Matisse la ritrae con umorismo mentre presta cure alla moglie e menziona altrove i benefici dei massaggi che lei gli fa per alleviare una neurite al braccio. Un’intimità quasi familiare caratterizza i suoi rapporti con il pittore e sua moglie. [...] La corrispondenza regolare che Matisse intrattiene con sua moglie Amélie durante il suo viaggio negli Stati Uniti e a Tahiti nel 1930 testimonia la sua ossessione per la forma fisica e la magrezza di Lisette... [...] Dalle incisioni di composizione tradizionale lunghe pochi centimetri ai tre pannelli de *La Danse*, che misurano ciascuno più di tre metri per quattro, il corpo di Lisette, dalle mille forme, attraversa le opere a cavallo degli anni ’30 e accompagna l’evoluzione della pratica artistica del pittore nel corso di tre anni decisivi.” (Museo Matisse, Nizza).

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Collezione Anne e Arsène Bonafous-Murat - Stampe antiche e moderne
martedì 24 novembre
02:00 PM
3, rue Favart
75002 Paris, Francia

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