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Jean-Michel Moreau, detto Moreau il Giovane (1741-1814) La Filosofia addormentata (Madame Greuze). 1777. Acquaforte da un disegno di Greuze. 341 x 475 [394 x 532 mm]. Bocher 251. Bellissima prova su carta vergata, del primo stato (su 4), in acquaforte pura, con il corpetto ancora abbottonato, prima delle ritoccature al bulino di Aliamet e prima di qualsiasi iscrizione. Piccola iscrizione a matita sotto il tratto squadrato a destra. Piccole e sparse macchie di ossidazione chiare. Lievi tracce di pieghe agli angoli (la stampa era stata in passato riempita lungo il bordo della tavola). Un piccolo strappo superficiale sul bordo destro del rame. Buoni margini. Ex coll. John Postle Heseltine (Lugt 1508); Defer-Dumesnil (Lugt 739). Timbro AABM (Lugt 3075). La nostra prova è conforme a quella conservata al Petit Palais di Parigi (ex collezione Dutuit), anch’essa ante litteram. Nelle prove dell’edizione pubblicata, con la lettera, il corpetto è aperto. «L’incisione di Moreau il Giovane ribalta un disegno di Greuze che corrisponde a questa stampa in ogni dettaglio principale. La modella era la moglie di Greuze, la bella Anne-Gabrielle Babuti, così identificata da una nota manoscritta su una prova dell’incisione di Moreau il Giovane conservata alla Bibliothèque Nationale di Parigi. [...] Emmanuel Bocher elenca quattro stati di quest’opera nel suo catalogo ottocentesco delle opere di Moreau il Giovane; gli ultimi tre sono stati completati con l’aggiunta dell’incisione di Aliamet. Evidentemente egli non era a conoscenza di questa versione precedente dell’incisione, in cui la camicetta della signora Greuze è completamente abbottonata, come nel disegno. Nelle versioni da lui descritte, la camicetta è semiaperta. La stampa definitiva fu annunciata per la prima volta in vendita sul *Mercure de France* nel gennaio 1777 e dedicata alla signora Greuze da Aliamet. " (V. Carlson, in V. I. Carlson e J. W. Ittmann (a cura di), Regency to Empire, French Printmaking 1715-1814, The Minneapolis Institute of Arts, 1984, p. 218). Anne-Gabrielle Babuti (1732-1811) era figlia di François Babuti, un ricco libraio parigino con sede in rue Saint-Jacques (o quai des Augustins). Crebbe nell’ambiente del commercio librario. Rinomata per la sua grande bellezza, la sua freschezza e i suoi lineamenti delicati, attirò l’attenzione del giovane Jean-Baptiste Greuze durante una visita fortuita di quest’ultimo nella libreria paterna. Il matrimonio ebbe luogo il 3 febbraio 1759. Durante i primi anni idilliaci della loro unione, dalla quale nacquero tre figlie, Anne-Gabrielle divenne la musa assoluta del pittore. Egli realizzò numerosi ritratti di lei in tutte le sfaccettature della vita domestica o dell’espressione dei sentimenti (in particolare *La Filosofia addormentata*, *La Voluttà* o *Madame Greuze*). Dotata di un acuto senso degli affari ereditato dal padre, prese in mano la gestione finanziaria della carriera del marito. Si occupò in particolare della diffusione, molto redditizia, delle incisioni tratte dalle opere di Greuze, che costituirono la fortuna iniziale della famiglia. Nel corso degli anni, il loro rapporto si deteriorò gravemente, dando luogo a violenti litigi domestici, commentati dai loro contemporanei come Denis Diderot. Greuze accusò la moglie di aver sottratto ingenti somme di denaro provenienti dalla vendita delle stampe per proprio conto. Si dice addirittura che lei abbia strappato i registri contabili per impedire qualsiasi verifica. Greuze accusava inoltre pubblicamente la moglie di «[spingere] l’adulterio fino alla sfacciataggine, il cinismo fino a quell’insolenza di cui nulla può dare un’idea». La coppia si separò nel 1785 e il matrimonio si concluse con un divorzio il 4 agosto 1793, grazie alle nuove leggi promulgate durante la Rivoluzione a cui fece ricorso la moglie dell’artista. Il tono ironico dell’incisione appare allora più chiaro, poiché Madame Greuze dovrebbe qui rappresentare la virtù filosofica o la donna colta addormentata, con la mano appoggiata davanti a un mappamondo e a volumi di Newton, Epicuro e Platone, mentre il piccolo carlino sulle sue ginocchia (emblema della fedeltà) è sveglio.
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