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UN GUSOKU NIMAI-DO DI OKEGAWA (ARMATURA A DUE PEZZI) CON UN KABUTO DI MOMONARI (ELMO A FORMA DI PESCA) Giappone, XVIII secolo, periodo Edo (1615-1868) I componenti, prevalentemente in ferro color ruggine e laccati di nero, sono allacciati con pelle bianca, montati su un raffinato broccato di seta dorata e decorati con kanamono che riproducono motivi di kiku (crisantemo), sakura (fiori di ciliegio) e fogliame, oltre al motivo Maru ni Hitotsu Uroko. L’armatura comprende: Kabuto (elmo): un kabuto momonari in ferro (elmo a forma di pesca) con una prominente cresta centrale in rilievo, affiancata da spettacolari wakidate (creste laterali) laccati di nero a forma di corna di bufalo d’acqua, il mabisashi di forma ricurva e decorato con sopracciglia stilizzate in rilievo, affiancato da fukigaeshi leggermente rivolti verso l’alto, il tutto sopra il jikoro a cinque lamelle, su cui sono applicati in alto tre borchie rotonde stilizzate in metallo dorato raffiguranti kiku. Menpo (maschera): un menpo in ferro con una placca nasale rimovibile fissata tramite perni girevoli, fuso con narici traforate e bocca aperta, che rivela una dentatura completa, decorato con rughe profondamente in rilievo, il mento con ase-nagashi e le guance con montanti di ancoraggio ricurvi, il tutto dotato di uno yodarekake in ferro laccato nero a 4 lamelle. Do (Pettorale): Un nimai-do in ferro color ruggine, allacciato con pelle bianca, con sei sezioni di kusazuri a cinque lamelle; la parte posteriore è dotata di uno sashimono gattari (supporto per l’asta dello sashimono). Il do è ulteriormente impreziosito da aperture per i cordoni sul petto e sulle spalle, incorniciate da anelli kiku dorati. Sode (spallacci): un paio di sode a sette lamelle, le kanmuri-ita (piastre superiori) bordate con bordi in rame dorato e decorate con una fila di sakura-byo (rivetti a forma di fiore di ciliegio) sopra una fascia di cuoio stampato, su cui sono incastonate tre placche in rame dorato finemente lavorate con motivi fogliati e decorate con borchie a forma di crisantemo. I lati sono dotati di placche fogliate allungate e di agemaki-no-kan a forma di kiku; la lamella inferiore presenta un allacciamento arancione ed è dotata di cordoncini e nappe arancioni. Kote (maniche corazzate) e Tekko (guanti corazzati): Un paio di kote e tekko in ferro e kusari (cotta di maglia) dotati di cerniere a farfalla, grandi hyotan-gane scanalati (piastre a forma di zucca), strette piastre di ferro e kanamono con motivi sakura (fiori di ciliegio) e myoga (zenzero giapponese), oltre al motivo «Maru ni Hitotsu Uroko mon», associato al clan Hojo. Suneate (parastinchi): Un paio di suneate laccati di nero. Provenienza: Da Ginza Choshuya, febbraio 2016. Collezione privata, acquisita da quest’ultimo. Condizioni: Ottime condizioni con segni di usura prevedibili. Lievi tracce di sporco, leggera usura superficiale alle parti metalliche, occasionali sfaldature e minuscole scheggiature alla lacca. Con supporto per armatura e scatola di conservazione in legno (yoroibako). Confronto con aste: Si confronti un gusoku domaru simile con intrecci bianchi, databile al XVIII -XIX secolo, presso Christie’s, Arte giapponese e coreana, 23 marzo 2004, New York, lotto 317 (venduto per 65.725 USD, pari a circa 105.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo). Confronta un gusoku simile con un kabuto recante un wakidate nero che simula l’oxhon, datato al XVII secolo, periodo Edo, all’asta di Christie’s, Arte giapponese e coreana, 21 marzo 2012, New York, lotto 906 (venduto per 37.500 USD, pari a circa 49.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo).
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