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KISHI GANKU: UNA SPLENDIDA COPPIA DI RITRATTI SU PERGAMENA “TIGRE E DRAGO” Di Kishi Ganku (1749-1839), entrambi firmati “Ganku” con i sigilli “Ganku” e “Funzen” Giappone, 1785-1808, periodo Edo (1615-1868) Pubblicato in: Forrer, Matthi [a cura di] (2020) Kakemono: Cinque secoli di pittura giapponese. Collezione Perino, p. 113, n. cat. 95. Esposti: MUSEC Villa Malpensata, Lugano, «Kakemono: Cinque secoli di pittura giapponese. La Collezione Perino», 17 luglio 2020-11 aprile 2021. MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, Kakemono: Cinque secoli di pittura giapponese. La Collezione Perino, 12 novembre 2021-25 aprile 2022. Inchiostro su seta. Ciascuno montato come rotolo appeso su un telaio in broccato di seta con jikusaki (estremità dell’arrotolatore) in avorio. Dipinti con grande raffinatezza come un dittico complementare, il rotolo di destra raffigura un drago feroce che emerge da vorticosi nuvoli temporaleschi, mentre quello di sinistra raffigura una tigre seduta tra rocce ed erba, che distoglie vistosamente lo sguardo dal drago, evitando lo sguardo penetrante della bestia. Iscrizioni: Ciascuno firmato 岸駒 Ganku con i sigilli 岸駒 Ganku e 賁然 Funzen. DIMENSIONI immagine 99,6 x 41,3 cm (ciascuno), DIMENSIONI con montatura 185 x 54,5 cm (ciascuna) Provenienza: ex collezione del dott. Claudio Perino, Torino, Italia, acquisita per lo più in Giappone nei primi anni 2000. Il dott. Claudio Perino (nato nel 1951) è un collezionista con un vivo interesse per le culture giapponese, cinese ed dell’Estremo Oriente. La sua collezione comprende oltre 2000 opere d’arte, in parte prestate al Museo delle Arti Orientali (MAO) di Torino, in Italia, e al Museo delle Culture (MUSEC) di Lugano, in Svizzera. Condizioni: Ottime condizioni con lievi segni di usura. Poche macchie, alcune pieghe e lievi segni di sfregamento e sbiadimento dell’inchiostro. I supporti presentano la normale usura e minime perdite ai bordi. Avviso importante: si prega di notare che dovremo rimuovere i terminali in avorio del rotolo prima della spedizione o della consegna dell’opera. I terminali del rotolo non fanno parte di questa offerta. Kishi Ganku (1749-1839) fu uno dei principali pittori giapponesi di Kyoto e fondatore della scuola pittorica Kishi. È famoso per i suoi dipinti di tigri. Ganku nacque a Kanazawa con il nome di Kishi Saeki, studiò diversi stili pittorici, tra cui quelli del pittore cinese Shen Nanpin e della scuola Maruyama-Shijo, e giunse a Kyoto intorno al 1780. Verso la fine del XVIII secolo, i dipinti di Ganku erano apprezzati da mecenati tra cui la famiglia imperiale, il che lo portò a ricoprire una carica al servizio del principe Arisugawa. Tra i suoi allievi figuravano suo figlio, Gantai (1782-1865), suo genero Ganryou (1797-1852), il figlio adottivo Renzan (1804-59), Yokoyama Kazan (1784-1837), Shirai Kayou (attivo ca. 1840-60) e Kawamura Bumpou (1779-1821). Verso la fine della sua vita fu nominato governatore onorario di Echizen (Echizen no kami). L’accoppiamento tra la tigre e il drago affonda le sue radici nell’antica cosmologia cinese, dove queste due creature rappresentano forze opposte ma complementari, incarnando lo yin (l’aspetto femminile) e lo yang (l’aspetto maschile). Si ritiene che il ruggito della tigre generi il vento, mentre il drago è associato alle nuvole, a ulteriore simboleggiare i loro ruoli di equilibrio nel mondo naturale. Queste creature simboleggiano inoltre una serie di dualità: maschile e femminile, autunno e primavera, ovest e est, vento e pioggia. La tigre e il drago erano due dei Quattro Animali Divini associati ai punti cardinali, e questa tradizione visiva ebbe origine in Cina. Successivamente si diffuse in Giappone, dove acquisì importanza grazie all’importazione di dittici attribuiti al pittore della dinastia Song Muqi (attivo tra la metà e la fine del XIII secolo), oggi conservati presso il Daitokuji di Kyoto. Confronto d’asta: Si veda una coppia di rotoli appesi strettamente correlata, *Tigre e Drago*, di Kishi Ganku, datata al XIX , presso Bonhams, “Fine Japanese & Korean Art”, 25 marzo 2026, New York, lotto 953 (venduto per 5.376 USD, pari a circa 4.800 EUR al tasso di cambio in vigore al momento della stesura del presente articolo).
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