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ROMA (ANTICHITÀ), I-II secolo d.C. Torso di Venere, marmo patinato, Italia, arte greco-romana, I-II secolo d.C., H. 59 cm. La scultura è corredata da documentazione d’epoca. Un certificato di autenticità redatto dall’esperto André Le Véel, datato 14 dicembre 1968, descrive l’opera come un «Torso di AFRODITE nuda, in marmo con patina leggermente grigio-bionda e tracce ferruginose», e la colloca in Italia, nell’ambito dell’arte antica greco-romana, tra il I e il II secolo d.C. L’altezza indicata è di 59 cm. Una nota manoscritta precisa: «una macchia sotto il seno sinistro, rimossa su richiesta». Documento firmato e datato Parigi, 14 dicembre 1968. La nostra Venere romana, probabilmente di ispirazione ellenistica, si ricollega senza dubbio al corpus del tipo della Venere dell’Esquillino, dal nome di quella statua rinvenuta a Roma. Si tratta infatti di una figura femminile che assume una posa detta «contrapposto», con un braccio sollevato a sinistra, al fine di valorizzare il corpo della dea. Esistono diverse varianti di questo modello, una delle quali è conservata al Museo del Louvre.
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