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Scuola spagnola del XVII secolo. "Riposo durante la fuga in Egitto". Olio su tela. La tela presenta uno strappo nella parte inferiore, visibile sul recto ai piedi di San Giuseppe. Dimensioni: 85 x 104 cm. Il tema sacro della Fuga in Egitto godette di enorme popolarità nel corso del XVII secolo, al culmine della scuola barocca. L’opera riflette in modo straordinario la sensibilità estetica e religiosa di questo periodo, in particolare quella derivante dalla Controriforma, che mirava a umanizzare le scene sacre per stabilire un legame emotivo con i fedeli. Allontanandosi dalla rigida idealizzazione delle epoche precedenti, la scena è trattata con la tenerezza e la naturalezza tipiche del Barocco. Il Bambino Gesù, lungi dall’apparire distaccato come un’icona lontana, è un bambino attivo che offre un frutto a sua madre. La Vergine Maria lo accoglie con un’espressione serena e materna. San Giuseppe, raffigurato come un uomo maturo e protettivo, osserva la scena con devozione. Questa attenzione all’emozione e all’umanità della Sacra Famiglia era fondamentale nell’immaginario dell’epoca. Le figure principali della Vergine e del Bambino sono inondate da una luce mirata che conferisce loro volume e le fa risaltare vividamente sullo sfondo più scuro. Anche San Giuseppe è modellato da questa luce contrastante. Questo uso del chiaroscuro crea profondità, aggiungendo al contempo un senso di teatralità e guidando lo sguardo dello spettatore verso il nucleo devozionale del dipinto. Dal punto di vista compositivo, si osserva un movimento che scorre dall’angelo nella fontana a sinistra, attraverso l’asino, fino al gruppo centrale, e da lì a San Giuseppe, il cui sguardo è rivolto verso l’alto, in connessione con i putti. Questi angeli giocosi sull’albero, che reggono un baldacchino, aggiungono un dinamismo celeste e un tocco scenografico tipico del Barocco. Nel XVII secolo il paesaggio smise di essere un semplice sfondo e divenne parte integrante della narrazione. Qui vediamo un paesaggio profondo e suggestivo, che sfuma in lontananza. In lontananza è visibile una città, probabilmente Gerusalemme. L’influenza fiamminga è evidente nel trattamento atmosferico. La tavolozza dei colori è ricca e saturata. Spiccano il rosso intenso della tunica di Maria (simbolo della Passione) e il blu profondo del suo mantello (simbolo della regalità celeste). I dettagli naturalistici, come il frutto caduto a terra o l’acqua che sgorga dalla roccia, dimostrano un’attenta osservazione della natura, molto apprezzata all’epoca.
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