Calendario aste
1 / 7

Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.

live 24 novembre | 04:00 PM
Setdart.com

72 - FRANCISCO DE HERRERA “IL VECCHIO” (Siviglia, 1590 circa – Madrid, 1654 circa).

Base d'asta

7.000 €

The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.

Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.

Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.

Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.

Stima

10.000 - 12.000 €

Diritti d'asta

24%

FRANCISCO DE HERRERA “IL VECCHIO” (Siviglia, 1590 circa – Madrid, 1654 circa). «La moltiplicazione dei pani e dei pesci». Olio su tela. Il dipinto presenta alcune perdite nello strato pittorico. Dimensioni: 187 x 164 cm. La scena raffigura il momento in cui Gesù, di fronte a una folla affamata, moltiplica cinque pani e due pesci per sfamare i presenti, trasformando un gesto di compassione in una manifestazione della sua natura divina. La composizione concentra l’attenzione su Cristo e sulle figure disposte attorno a lui, creando un nucleo narrativo. Il formato e l’approccio compositivo consentono un interessante collegamento con la pittura sivigliana della prima metà del XVII secolo, in particolare con lo stile di Francisco de Herrera il Vecchio, uno degli artisti chiave nella transizione dal tardo manierismo al naturalismo barocco a Siviglia. Particolarmente significativo è il confronto con le due composizioni note su questo tema attribuite a Herrera il Vecchio. La prima è la monumentale *Moltiplicazione dei pani e dei pesci* conservata presso l’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando (n. di inventario 0840), un dipinto che misura 305 × 540 cm. Si tratta di una composizione dall’ampia estensione orizzontale, in cui l’episodio si sviluppa attraverso un folto gruppo di figure. L’opera qui presentata adotta un approccio più concentrato, riducendo il campo visivo e dando maggiore risalto a Cristo. Questo approccio consente un interessante rapporto compositivo con la tela dell’Accademia. Merita attenzione anche la versione conservata al Museo Goya di Castres (Francia), con numero di inventario 89-2-1. Questo dipinto, di dimensioni più ridotte (111,3 × 81,7 cm), è catalogato a nome di Herrera il Vecchio e risale alla prima metà del XVII secolo. La scheda museale lo considera un possibile schizzo iniziale o studio preparatorio per la composizione monumentale conservata all’Accademia. Sebbene raffiguri lo stesso episodio evangelico, presenta una diversa disposizione delle figure e un’organizzazione dello spazio pittorico del tutto originale. L’esistenza di questi diversi approcci allo stesso soggetto evidenzia l’interesse di Herrera nello sviluppare e riformulare composizioni religiose di grande complessità narrativa. In questo contesto, il dipinto in questione riveste particolare interesse per la sua scelta originale dell’episodio. In questo dipinto sono evidenti molte delle caratteristiche più distintive del linguaggio artistico di Herrera il Vecchio, in particolare la sua concezione audace della figura umana e il suo caratteristico senso del naturalismo. È degna di nota la fisicità delle figure, costruita attraverso volumi solidi e anatomie di grande presenza, così come l’espressività dei volti, con tratti individualizzati e una certa intensità quasi popolare. La composizione, strutturata attraverso il raggruppamento delle figure in primo piano e l’apertura verso un paesaggio popolato da figure in lontananza, rivela la sua abilità narrativa e il suo interesse nel creare profondità spaziale. Altrettanto significativo è il trattamento della luce, che modella i corpi attraverso netti contrasti di chiaroscuro, insieme a una tavolozza di toni terrosi, ocra e rossastri, bilanciati dai blu e dai grigi del paesaggio. La pennellata, eseguita con energia e libertà — particolarmente visibile negli abiti e in alcune sezioni dello sfondo — riflette l’influenza di Juan de Roelas, che Herrera sviluppò in uno stile più vigoroso e personale. Figlio del pittore Juan de Herrera, Francisco Herrera fu probabilmente formato nell’atelier del padre. Ottenne notevole riconoscimento grazie alle sue commissioni di soggetti religiosi. Nel 1650 si trasferì a Madrid, dove rimase fino alla morte. Le sue opere sono conservate in istituzioni quali il Museo del Prado, il Museo delle Belle Arti di Siviglia e il Louvre. Presenta alcune aree in cui manca lo strato di pittura.

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

24 novembre - Maestri del passato
martedì 24 novembre
04:00 PM
www.setdart.com
, Spagna

Casa d’aste

Setdart.com +34 9 32 46 32 41 sofia@setdart.com
Su Drouot da 5 anni avec Più di 100,000 lotti pubblicati

La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.

Opzioni di consegna

Accedi o crea un account per saperne di più sulle opzioni di consegna per questa vendita.