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65 - Attribuito a CARLO FRANCESCO NUVOLONE (Milano, 1609-1662).

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7.000 €

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10.000 - 12.000 €

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Attribuito a CARLO FRANCESCO NUVOLONE (Milano, 1609-1662). "Madonna davanti al Calvario". Olio su tela. La tela originale è conservata. È dotata di una cornice nuova, con estensioni di tela sui lati. Cornice della fine del XVII secolo in legno intagliato e dorato, adattata all’opera. Dimensioni: 129,5 x 94 cm; 151,5 x 117,5 cm (con cornice). Con grande espressività e passione devozionale, l’autore ci presenta un’opera in cui la figura della Vergine è protagonista di una scena pervasa da un senso di rotondità e slancio mistico, dove Maria si pone come simbolo imperturbabile della fede cristiana. Raffigurata al centro della composizione, in una posa altamente drammatica, la Vergine rivolge una mano al petto, mentre con l’altra allunga il braccio verso i fedeli. Il suo volto, rivolto verso il cielo, mostra i dolori subiti dalla Vergine, la cui bocca socchiusa riflette la sua sofferenza di madre del Salvatore. Data la composizione sopra descritta e il tipo di pennellata rapida, in alcuni punti non rifinita, è possibile dedurre che quest’opera facesse parte di un insieme più ampio, come pala d’altare, insieme al Calvario di Cristo. Le caratteristiche tecniche di quest’opera, quali la composizione, la velatura spoglia e austera, il velo trasparente che copre parte del volto, il gesto e la posa della Vergine, suggeriscono un rapporto diretto con alcune delle opere del pittore Carlo Francesco Nuvolone. Ne è un esempio la “Santa Orsola” che sarà messa all’asta da Sotheby’s il 29 luglio 2020. Entrambe le opere raffigurano una figura femminile in una posa simile, con la mano destra sul petto e il volto rivolto verso l’alto in atteggiamento devoto. Un’altra opera molto simile è «L’educazione della Vergine» (1645-1650), proveniente dalla collezione della Fondazione Brecia Musei. In entrambi i casi la posa è molto simile, e il trattamento del drappeggio, del velo e la resa delle forme attraverso ampie e leggere velature sono caratteristiche comuni a entrambi i dipinti. Carlo Francesco Nuvolone, insieme al fratello minore Giuseppe Nuvolone, fu una figura chiave nello sviluppo artistico che ebbe luogo in Lombardia nel XVII secolo. Carlo Francesco iniziò la sua formazione sotto la guida del padre Panfilo Nuvolone, per poi proseguire sotto la guida di Battista Crespi. Fin dal periodo gotico, la scuola ambrosiana vantava una grande tradizione artistica, finanziata principalmente dalla famiglia Visconti, e ciò contribuì a rendere la regione una meta artistica di rilievo, tanto da attirare la visita dello stesso Leonardo. Tuttavia, nonostante tutta la tradizione della zona, fu proprio nel XVII secolo che la pittura lombarda ricevette un grande impulso che diede origine a un rinnovamento estetico. La pittura milanese conobbe una rinascita grazie alla collaborazione locale, legata al tardo Rinascimento lombardo, con artisti provenienti da altre località, in particolare da Cremona, da dove era originario il padre di Carlo Francesco Nuvolone. L’attività dell’Accademia Ambrosiana consolidò così uno stile particolare e peculiare. L’interesse per il Manierismo fu abbandonato a favore di un’arte barocca fortemente orientata alla rappresentazione del dinamismo, che in molti casi privilegiava la narratività. La prima opera nota di Francesco Nuvolone è il Miracolo di Santa Marta, oggi conservata nel seminario arcivescovile di Venegono Inferiore. Dipinse inoltre alcune delle cappelle della collegiata di San Lorenzo a Chiavenna, oltre a opere non sacre quali «Susanna e i vecchi» e «La moglie di Giuseppe e Putifarre».

Testo tradotto da DeepL.
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24 novembre - Maestri del passato
martedì 24 novembre
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