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ELISABETTA SIRANI (Bologna, 1638–1665) “San Girolamo che ascolta le trombe del Giudizio Universale”. Olio su tela. Montata su telaio. Dimensioni: 110 x 85 cm. La composizione raffigura San Girolamo nel momento in cui riceve l’annuncio del Giudizio Universale, in una rappresentazione di grande intensità drammatica e spirituale. Il santo è raffigurato in primo piano, con il torso parzialmente scoperto e coperto da un ampio mantello rosso che avvolge la sua figura. Il suo volto, incorniciato da una folta chioma e da una lunga barba bianca, è rivolto verso il cielo, seguendo l’apparizione di una tromba celeste che irrompe nell’angolo in alto a sinistra della composizione. La figura è rappresentata in una composizione a mezzo busto di grande intensità espressiva, che concentra tutta l’attenzione sul volto e sul gesto del protagonista. Il movimento verso l’alto del suo sguardo stabilisce un collegamento diretto con la tromba, rendendo questo elemento il fulcro narrativo della scena. L’opera è legata all’ambiente artistico della Bologna del XVII secolo, uno dei centri nevralgici della pittura italiana. In questa città si sviluppò una tradizione pittorica di grande influenza, avviata dal rinnovamento artistico dei Carracci e proseguita da maestri quali Guido Reni, Domenichino e Guercino. In questo contesto, Elisabetta Sirani (1638–1665) si distingue come una delle artiste più notevoli del Barocco italiano. Figlia e allieva di Giovanni Andrea Sirani, collaboratore di Guido Reni, ricevette una formazione profondamente radicata nel classicismo bolognese, pur sviluppando uno stile artistico proprio, caratterizzato da una pennellata fluida, da colori ricchi e da una particolare sensibilità nell’esprimere le emozioni. La sua opera abbracciava soggetti religiosi, mitologici e allegorici, oltre ai ritratti, e si distingueva per la capacità di conferire alle sue figure un’intensa presenza psicologica. Nelle sue composizioni religiose, l’eleganza formale ereditata dalla tradizione di Guido Reni coesiste con una maggiore immediatezza narrativa e una particolare attenzione ai gesti e alle espressioni. Sirani ottenne un riconoscimento straordinario durante la sua breve carriera. Gestì lo studio di famiglia, ricevette importanti commissioni dalla nobiltà e dalle istituzioni religiose e aprì una scuola di pittura per donne a Bologna.
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