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Circolo di GASPAR JACOB VAN OPSTAL II "Davide e Abigail" / "Esther al cospetto di Assuero", 1680 circa Olio su tela Provenienza: Christie’s, ottobre 2003 Dimensioni: 300 x 181 cm. Coppia di grandi tele verticali raffiguranti due episodi dell’Antico Testamento con protagoniste femminili. In “Davide e Abigail”, la scena si svolge all’aperto, sotto un grande albero dal fogliame scuro, con un paesaggio luminoso sullo sfondo. Davide, che indossa una corazza, un mantello rosso e un elmo piumato, è in piedi con i suoi soldati e alza un dito per rivolgersi ad Abigail, che è inginocchiata davanti a lui con le mani protese in un gesto supplichevole. Ai suoi piedi, cesti di frutta, uva e pane evocano le provviste che la giovane donna ha portato per placare la sua ira, mentre sullo sfondo si intravedono le sue serve e un cavallo da soma. In “Esther davanti ad Assuero”, l’azione si sposta in un interno sontuoso dall’architettura monumentale, con archi, colonne e finti rilievi sullo sfondo. Il re, seduto sul trono sotto un baldacchino di velluto bordato di passamaneria dorata, tende lo scettro verso Ester, che avanza indossando un ricco mantello verde e un abito di broccato argentato, accompagnata da due dame di compagnia inginocchiate. Dietro al trono si intravedono i cortigiani, mentre un tappeto con le frange scende a cascata lungo i gradini, creando un effetto altamente teatrale. Gaspar Jacob van Opstal II apparteneva a una famiglia di artisti di Anversa e operò tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo come pittore di scene storiche e decorazioni murali per le dimore della borghesia e della nobiltà fiamminga. La sua opera attinge all’eredità della grande tradizione pittorica barocca di Anversa — quella di Rubens e della sua cerchia — con figure dall’espressione eloquente e composizioni altamente teatrali, abbracciando al contempo il classicismo decorativo francese dell’epoca di Luigi XIV, che ha plasmato i grandi cicli della pittura da gabinetto e da salotto. L’accostamento di questi soggetti non è una coincidenza. Abigail ed Ester erano due delle eroine più popolari di quelle che nel XVII secolo venivano definite le «femmes fortes» — donne della Bibbia e dell’antichità che incarnavano la virtù, la prudenza e il coraggio — un genere che si diffuse attraverso libri illustrati, come *La Gallerie des femmes fortes* di Pierre Le Moyne (1647), e attraverso cicli pittorici. L’episodio di Abigail, che esce incontro a Davide con delle provviste per impedirgli di punire suo marito Nabal, e quello di Ester, che si presenta senza essere stata convocata al cospetto di Assuero per salvare il suo popolo, condividono il tema comune dell’intercessione pacifica di fronte a un potere che può rivelarsi implacabile. Nel mondo cattolico, queste storie venivano interpretate anche come prefigurazioni della Vergine come mediatrice, il che spiega la loro popolarità nella pittura religiosa e domestica. Data la loro dimensione, queste opere dovevano far parte di una decorazione d’interni, forse insieme ad altre tele della stessa serie — una pratica molto comune nelle case fiamminghe dell’epoca, dove i dipinti sostituivano o integravano gli arazzi.
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