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15 - CLAUDE VIGNON (Tours, 1593 – Parigi, 1670)

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CLAUDE VIGNON (Tours, 1593 – Parigi, 1670) “San Girolamo”. Olio su tela. Reintelatura. Corredato da una perizia storico-artistica redatta dal sig. Gianni Papi. Dimensioni: 103 x 125 cm; 123 x 143 cm (cornice). San Girolamo, uno dei santi più frequentemente raffigurati del periodo barocco, appare in questa scena seduto a un tavolo, con il torso nudo e parzialmente coperto da un ampio mantello rosso, mentre tiene una penna d’oca sopra un libro aperto. Intorno a lui si trovano altri volumi e strumenti di scrittura, elementi che alludono al suo status di studioso, traduttore della Bibbia e uno dei principali pilastri intellettuali del cristianesimo occidentale. Nell’angolo in alto a sinistra è raffigurata una tromba, attributo che allude al Giudizio Universale e alla dimensione penitenziale della figura. Sullo sfondo, un paesaggio crepuscolare, appena abbozzato, introduce un suggestivo senso di profondità spaziale e accentua la natura introspettiva della scena. Da un punto di vista stilistico, l’opera riflette con particolare chiarezza l’assimilazione da parte di Claude Vignon del naturalismo caravaggista durante il suo soggiorno in Italia. Il trattamento diretto dell’anatomia, l’espressività dei lineamenti e l’uso della luce con forte intensità drammatica rivelano una familiarità con i modelli sviluppati a Roma da Caravaggio e dai suoi seguaci. In particolare, la fisicità del santo e la forza della sua presenza evocano l’influenza di José de Ribera, le cui prime opere romane ebbero un notevole impatto sull’ambiente artistico di quegli anni. A questa eredità si aggiunge l’influenza di Orazio Borgianni, figura altrettanto importante nello sviluppo del linguaggio pittorico di Vignon durante il suo soggiorno nella penisola italiana. Il tema di San Girolamo davanti ai suoi libri e agli strumenti di scrittura occupa un posto di rilievo nella produzione italiana dell’artista francese. Vignon affrontò spesso la rappresentazione individuale dei santi — e, in particolare, dei grandi Padri della Chiesa — sia in composizioni autonome sia in serie concepite per presentare le loro figure insieme. Tra queste serie spiccano quelle conservate al Fitzwilliam Museum di Cambridge e presso il Consiglio Provinciale di Toledo, dedicate ai quattro Padri della Chiesa. Esistono inoltre versioni in cui San Girolamo appare accompagnato da Sant’Agostino, come quelle conservate a Palazzo Koch e presso la Curia Generale della Compagnia di Gesù, entrambe a Roma. Inoltre, il pittore realizzò diverse composizioni autonome di San Girolamo in formato orizzontale, tra cui quella conservata presso l’Abbazia di Cava de’ Tirreni e un’altra appartenente a una collezione privata all’Aia. A differenza di questi precedenti, questo dipinto introduce una variazione iconografica particolarmente significativa: l’inserimento di una tromba nell’angolo in alto a sinistra e di un paesaggio — eseguito con pennellate rapide e concise — che amplia lo spazio narrativo. L’opera è direttamente collegata al periodo romano di Claude Vignon, una fase cruciale per comprendere l’evoluzione del suo linguaggio artistico. Sebbene le date esatte del suo soggiorno a Roma non siano pienamente documentate, si ritiene che il pittore sia giunto in città intorno al 1610 e vi sia rimasto almeno fino al 1620. È proprio in questo contesto che va collocato il dipinto. Il suo vigoroso naturalismo, la costruzione anatomica della figura, la resa del volto e la libertà con cui è raffigurato il paesaggio rivelano una fase iniziale della carriera italiana di Vignon, ancora strettamente legata alle sue influenze caravaggiste. Claude Vignon fu uno dei pittori più importanti del Barocco francese. Si formò a Parigi con Jacob Bunel e Georges Lallemand e completò il suo apprendistato a Roma, dove subì l’influenza di Caravaggio e dei suoi seguaci, nonché della pittura veneziana. Al suo ritorno in Francia, raggiunse un notevole prestigio e ricevette importanti commissioni da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu. Nel 1651 entrò a far parte dell’Accademia Reale di Pittura e Scultura in qualità di accademico e professore. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni internazionali, quali quelle del Museo del Louvre, della National Gallery of Art di Washington, del Dayton Art Institute e della Residenzgalerie di Salisburgo. In allegato è presente una relazione storico-artistica redatta dal sig. Gianni Papi.

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