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Scuola italiana; XVII secolo. “Salvator Mundi”. Legno intagliato e policromo. Dimensioni: 165 x 71 x 55 cm. Questa scultura raffigura Cristo come Salvator Mundi, un’immagine dal profondo significato teologico che lo rappresenta come redentore e sovrano universale. È raffigurato in piedi, mentre con una mano regge il globo terrestre e con l’altra ne indica la superficie: un gesto che sottolinea il suo dominio sul creato e il suo status di signore del mondo. L’opera costituisce un interessante esempio della tradizione scultorea barocca italiana, un periodo in cui l’iconografia religiosa raggiunse una notevole ricchezza espressiva e prestò particolare attenzione ai dettagli anatomici, al drappeggio e alla caratterizzazione psicologica delle figure. Particolarmente degna di nota è l’eleganza dell’abbigliamento, caratterizzata da una tunica verde dalle pieghe profonde e da un ampio mantello dai toni rosati che crea un affascinante contrasto cromatico. La policromia svolge un ruolo essenziale nella concezione dell’opera, non solo come espediente ornamentale, ma anche come mezzo per intensificarne il naturalismo e arricchire la percezione del volume. La scuola scultorea italiana del XVII secolo visse uno dei periodi più splendidi della sua storia, segnato dallo sviluppo del Barocco e dalla profonda trasformazione delle arti guidata dalla Controriforma. In questo contesto, la scultura assunse un ruolo fondamentale come strumento di persuasione religiosa e di comunicazione emotiva, cercando di commuovere lo spettatore attraverso il naturalismo, il movimento e l’intensità espressiva. Roma si affermò come centro artistico di spicco, grazie al mecenatismo papale e a quello delle grandi famiglie aristocratiche, con figure quali Gian Lorenzo Bernini, la cui opera definì gran parte del linguaggio scultoreo barocco. Allo stesso tempo, altri centri come Napoli, Firenze, Genova e la Sicilia svilupparono importanti tradizioni regionali, caratterizzate da vari gradi di teatralità, ricchezza ornamentale e sensibilità narrativa. Accanto alla scultura in marmo, l’intaglio policromo del legno divenne molto popolare, specialmente nell’immaginario religioso, consentendo rappresentazioni altamente naturalistiche come questa.
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