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FRANCISCO BAYEU (Saragozza, 1734 – Madrid, 1795); Ultimo terzo del XVIII secolo. “Immacolata Concezione”. Olio su tela. Reintelatura. Presenta segni di restauro. Corredata di certificato di autenticità redatto da José Gómez Frechina. Dimensioni: 150 x 110 cm, 169 x 128 cm (cornice). L’opera raffigura l’Immacolata Concezione, vestita di bianco e blu, in piedi sulle nuvole con la luna ai suoi piedi e circondata da numerosi angeli e teste angeliche. L’opera presenta uno stile tipicamente settecentesco che conserva la teatralità del Barocco, come si evince dalla composizione fluida creata dalla leggerezza con cui sono resi tutti gli elementi nella parte inferiore del dipinto, sebbene sia vero che, in termini di tavolozza cromatica, l’artista utilizzi tonalità più calde e morbide. A dominare la scena è l’oro, che funge da cielo e da aureola, ma anche i blu e i rosa pastello così caratteristici del periodo. L’immagine iconografica definitiva dell’Immacolata Concezione prese forma nel XVI secolo, apparentemente in Spagna. Seguendo una tradizione valenciana, il padre gesuita Alberro ebbe una visione e la descrisse al pittore Juan de Juanes affinché potesse raffigurarla nel modo più fedele possibile. Si tratta di un concetto iconografico evoluto, talvolta associato al tema dell’Incoronazione della Vergine. Francisco Bayeu, membro di una nota famiglia di artisti e fratello dei pittori Ramón e Manuel, era anche cognato di Francisco de Goya. Iniziò la sua formazione nella sua città natale, Saragozza, frequentando l’atelier di Juan Andrés Merklein, un pittore di origine boema, e le lezioni di disegno di José Luzán Martínez. Già nel 1756 vinse il Premio Straordinario dell’Accademia di San Fernando, che gli valse nel 1758 una borsa di studio per studiare per due anni presso l’Accademia di San Fernando a Madrid. Tuttavia, Bayeu lasciò l’accademia appena due mesi dopo a causa di divergenze con uno dei professori, Antonio González Velázquez. Tornò quindi a Saragozza, dove la sua situazione economica si fece difficile poiché la morte dei genitori lo costrinse a farsi carico della famiglia. Iniziò così la sua carriera di pittore, realizzando commissioni per chiese e conventi della città. In quel periodo, nel 1759, sposò Sebastiana Merklein, figlia del suo insegnante. In quegli anni sviluppò uno stile artistico ancora giovanile, caratterizzato dall’influenza di Lucas Jordán e Corrado Giaquinto. Tuttavia, nel 1762, Anton Rafael Mengs, il pittore principale di corte, visitò Saragozza e gli offrì l’opportunità di lavorare al suo fianco alla decorazione del nuovo Palazzo Reale. Grazie al patrocinio di Mengs, Bayeu realizzò varie commissioni decorative per i Luoghi Reali, affermandosi così come uno dei pittori più importanti dell’epoca. Tra queste prime opere per la corte, meritano particolare menzione la decorazione ad affresco delle volte della sala da pranzo degli appartamenti della regina («La resa di Granada») e dell’anticamera dei Principi delle Asturie («La caduta dei giganti»). In queste opere è ancora evidente la sua formazione barocca, ma si intravedono già elementi caratteristici del suo stile maturo, quali l’eleganza delle pose delle figure, la meticolosità dei dettagli, gli effetti di luce neoclassici e la perfetta resa anatomica. Negli anni ’60 del Settecento, la sua estetica neoclassica era ormai pienamente matura, caratterizzata da un tratto pulito e preciso e da una tavolozza cromatica che gioca con i toni distintivi dei rossi e dei gialli su uno sfondo di blu e grigi. L’opera è accompagnata da un certificato di autenticità redatto da Don José Gómez Frechina.
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