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3 - LUCA GIORDANO (Napoli, 1634–1705)

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LUCA GIORDANO (Napoli, 1634–1705) "L'incoronazione di Cristo". Olio su tela. Corredato da una perizia redatta da Don Giuseppe Porzio. Dimensioni: 107 x 117 cm; 123 x 133 cm (con cornice). La scena raffigura uno degli episodi più drammatici della Passione di Cristo: l’incoronazione di spine, il momento in cui Gesù — già sottoposto allo scherno e al disprezzo dei suoi carnefici — viene presentato come un re in una crudele parodia della sua futura regalità. Seduto su un semplice piedistallo, con il corpo piegato sotto il peso della corona e avvolto in un mantello rosso, Cristo domina l’intera composizione. Un’analisi di Giuseppe Porzio, storico dell’arte italiano specializzato nella pittura napoletana dal XVI al XVIII secolo — e in particolare nel naturalismo caravaggista e nella pittura barocca — indica che il dipinto è un’opera originale di Luca Giordano e ne sottolinea l’eccezionale qualità. L’opera costituisce una testimonianza particolarmente interessante dell’assimilazione e della trasformazione della pittura naturalista nella Napoli del XVII secolo. L’influenza di Caravaggio è evidente sia nella concezione drammatica della scena che nel trattamento della luce, così come quella di José de Ribera, particolarmente evidente nella robustezza delle figure umane, nell’intensità espressiva dei volti e nella forza fisica delle figure. Tuttavia, questi riferimenti non si riducono a una mera imitazione. Giordano li incorpora in uno stile personale, caratterizzato da una maggiore libertà di esecuzione e da una crescente ricchezza cromatica. Particolarmente significativo è il rapporto compositivo e stilistico con la *Flagellazione di Cristo* della chiesa di San Domenico Maggiore — opera di Caravaggio realizzata nel 1607 e attualmente conservata al Museo di Capodimonte. Questo dipinto, diventato uno dei grandi punti di riferimento dell’arte figurativa napoletana del Seicento, ha fornito un modello fondamentale per la rappresentazione degli episodi della Passione. Luca Giordano dimostra una profonda comprensione di questa tradizione, ma la rielabora secondo una sensibilità diversa, più attenta all’articolazione dei gruppi e all’intensità narrativa. Uno studio comparativo con altre versioni dell’*Incoronazione di spine* dipinte dallo stesso Giordano ci permette di collocare questa composizione all’interno di una fase di evoluzione stilistica che seguì le sue esperienze più direttamente legate al naturalismo di Ribera. Un confronto con opere dello stesso periodo — tra cui una *Coronazione di spine* conservata al Museo di Wiesbaden — rivela la trasformazione del suo linguaggio pittorico e il suo graduale orientamento verso uno stile più libero e un uso più intenso del colore. Luca Giordano si formò nella bottega di José de Ribera e ampliò le sue conoscenze artistiche a Roma, Firenze e Venezia, dove subì l’influenza di maestri quali Tiziano, Veronese, Pietro da Cortona e Rubens. Nel corso della sua carriera raggiunse un grande prestigio internazionale, lavorando per importanti mecenati e corti europee. Nel 1692 fu convocato in Spagna dal re Carlo II. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni museali, quali quelle del Museo Nacional del Prado e del Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid, nonché della National Gallery di Londra e della National Gallery of Art di Washington. In allegato è presente una relazione redatta dal sig. Giuseppe Porzio.

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24 novembre - Maestri del passato
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