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[RIVISTA]. Proverbe. Rivista mensile. Parigi, 1° febbraio 1920-1° luglio 1921. — 6 numeri, di cui 5 in-8 e uno in-4, in fogli sciolti. Rara collezione completa di questa rivista dadaista pubblicata da Paul Éluard, che all’epoca aveva solo 25 anni, e alla quale collaborarono i principali protagonisti del movimento come Louis Aragon, André Breton, Jean Paulhan, Francis Picabia, Maurice Raynal, Philippe Soupault, Georges Ribemont-Dessaignes, Tristan Tzara, ecc. «Proverbe» è una delle riviste dadaiste più interessanti apparse negli anni Venti. La sua ragion d’essere era quella di giustificare le parole, come spiegava Éluard a Tzara in una lettera del 19 dicembre 1919: «Si tratterà, fino a nuovo ordine, di dimostrare che la lingua francese (e naturalmente l’espressione del pensiero) non è più uno strumento letterario». Il primo numero riporta del resto in epigrafe questo distico esplicito di Apollinaire: «O bocche, l’uomo è alla ricerca di un nuovo linguaggio Sul quale il grammatico di nessuna lingua avrà nulla da dire». I numeri 1, 2, 3, 5 e 6 sono composti da 2 fogli in-8, mentre il numero 4 è costituito da un unico foglio in-4. Quest’ultimo è un «Numero speciale di arte e poesia», senza data. È l’unico ad essere illustrato, in questo caso con due composizioni di Francis Picabia: «La jeune fille - bracelet de la vie», che consiste in una perforazione circolare, e «Machine de bons mots». Il numero 3 è stampato in rosso, mentre i numeri 5 e 6 in blu. Il sesto numero è l’ultimo della rivista *Proverbe*, ma anche il primo di *L’Invention*, che non avrà seguito. Esemplari in ottimo stato di conservazione.
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