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HERGÉ Le avventure di Tintin I gioielli della Castafiore Matita su carta per lo schizzo preparatorio della parte centrale della tavola 27 di questo album pubblicato nel 1958 dalla casa editrice Casterman. Pubblicato in anteprima sulla rivista Tintin n. 1, 2 gennaio 1962. Schizzi sul retro raffiguranti la Castafiore («Cielo, Coco!»), il pappagallo («Cielo, i miei gioielli!»), il professor Tournesol che legge Paris-Flash, Haddock e Tintin. A margine, Hergé aveva annotato un altro titolo: «Matrimonio imminente. L’Usignolo (milanese) e il lupo (di mare)». Per l’occasione, la stampa scandalistica ha attribuito a questo marinaio giustamente irritato un nuovo cognome (Hadok) altrettanto assurdo del resto; viene addirittura definito «vecchio pescatore di perle», mentre Moulinsart viene ribattezzato «Moulinsabre» o «Moulinsoir». Una scena divertente, con la cantante che si prende cura del suo carissimo amico, che lei ribattezza, a seconda dell’ispirazione, Mastock, Cosack o Kolback. Il capitano Haddock («appassionato di musica», cosa che lui stesso ignorava!) e la sua sorridente fidanzata finiscono in prima pagina su una rivista disposta a tutto pur di vendere copie. Anche in questo caso, ci sono evidenti problemi di comunicazione. «Pronto-o-o-o, ti ascolto…» 28 x 36 cm. L’entourage del capitano Haddock, che non sapeva che Bianca Castafiore fosse una tale seduttrice, è sbalordito: starebbe per sposare un ammiraglio in pensione, se dobbiamo credere a «Paris-Flash», settimanale noto e rispettato per la serietà dei suoi articoli. I famosi giornalisti Jean-Loup de la Batellerie e Walter Rizotto sono sicuri del loro scoop. Questa informazione di altissima importanza è stata del resto confermata loro dal professore Tournesol. La cantante della Scala di Milano, abituata alle voci di corridoio, trova questo malinteso molto divertente; Haddock, invece, molto meno — quel «magnifico articolo», che non è altro che pura invenzione, lo fa andare su tutte le furie. Il poveretto, già immobilizzato a causa di una brutta distorsione (quando verrà mai il marmoraro, che si fa passare per un fantasma, a riparare quella maledetta gradina su cui tutti inciampano?), non ha davvero fortuna: tra l’infernale pappagallo delle isole che chiacchiera senza sosta (riesce persino a imitare il suono del telefono!), Igor Wagner che fa le sue scale dalla mattina alla sera, e una vespa che lo ha punto sul naso, preferirebbe essere in Perù tra gli Incas, nella Borduria del maresciallo Plekszy-Gladz, o in Tibet a dare la caccia allo yeti, piuttosto che dover sopportare un minuto di più tutti quei maledetti invasori che sono sbarcati senza preavviso a Moulinsart con armi, bagagli, gioielli stravaganti, l’aria del Faust e un pianoforte a coda! Purtroppo per lui, la festa non è ancora finita: la terrificante banda di Moulinsart non tarderà ad arrivare e a rallegrare il parco; i Dupondt cercheranno, nel loro ineffabile modo, di ritrovare lo smeraldo donato da un maharaja che si è svanito; e, per la gioia di tutti, Tournesol svelerà la sua nuovissima invenzione, il Supercolor-Tryphonar, che non è ancora del tutto a punto. Un bicchiere di whisky non guasterà per non pensare più a questa meravigliosa serie di disavventure che avrà risvegliato, per un tempo insopportabilmente lungo, il castello dei nostri amici che sonnecchiava tranquillamente. HERGÉ
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