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Gorny & Mosch

320 - Ciondolo a forma di cavallo. Area del fiume Ob, Jugra, X-XII secolo d.C. L 6 cm. Ciondolo in bronzo raffigurante un cavallo stilizzato. Open Objet Database (OBJET.art) n. NT9TUX (https://objet.art/subscriptions/66df008ee5f9ab725c30f87b). - Immagine: OBJET.art. Patina grigia, integro. Provenienza: dal mercato dell’arte belga; ex collezione privata finlandese (anni ’90 – 2015); ex collezione privata finlandese (anni ’40 – ’90). Nel Medioevo gli ornamenti traforati erano molto diffusi nella regione di Perm e nella Siberia occidentale. Queste decorazioni lavorate con maestria adornavano cinture e abiti ricamati e trovavano posto persino nelle trecce delle donne. Mentre gli Sciti e i Sarmati delle steppe adornavano i propri cavalli con oggetti di culto simili, gli antenati dei Khanty e dei Mansi, che vivevano nelle foreste, indossavano questi ornamenti a contatto con il corpo. Ornamenti zoomorfi traforati con motivi in filigrana sono stati rinvenuti nei Monti Urali e in Siberia; la maggior parte risale al VII secolo d.C. e a epoche successive. Secondo la tradizione sarmata, ai defunti venivano offerti sacrifici di cavalli, un’usanza che ancora oggi viene praticata in Ossezia. Il rituale del sacrificio di un cavallo bianco, associato al sole e al cielo, che ha origine nell’epoca del Rigveda e si è tramandato attraverso l’Iran e la Sogdiana, sopravvive nei rituali dei popoli ugro-finnici ed è documentato etnograficamente presso i Mansi. Nell’arte figurativa della regione di Perm, le raffigurazioni di cavalli sono spesso accompagnate da simboli solari, il che ne sottolinea il legame con il cielo. Inoltre, le tavolette votive con motivi equini fungono da sostituto simbolico delle offerte reali e evidenziano il perdurante significato culturale e simbolico del cavallo negli antichi rituali e nelle credenze.

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Ciondolo a forma di cavallo. Area del fiume Ob, Jugra, X-XII secolo d.C. L 6 cm. Ciondolo in bronzo raffigurante un cavallo stilizzato. Open Objet Database (OBJET.art) n. NT9TUX (https://objet.art/subscriptions/66df008ee5f9ab725c30f87b). - Immagine: OBJET.art. Patina grigia, integro. Provenienza: dal mercato dell’arte belga; ex collezione privata finlandese (anni ’90 – 2015); ex collezione privata finlandese (anni ’40 – ’90). Nel Medioevo gli ornamenti traforati erano molto diffusi nella regione di Perm e nella Siberia occidentale. Queste decorazioni lavorate con maestria adornavano cinture e abiti ricamati e trovavano posto persino nelle trecce delle donne. Mentre gli Sciti e i Sarmati delle steppe adornavano i propri cavalli con oggetti di culto simili, gli antenati dei Khanty e dei Mansi, che vivevano nelle foreste, indossavano questi ornamenti a contatto con il corpo. Ornamenti zoomorfi traforati con motivi in filigrana sono stati rinvenuti nei Monti Urali e in Siberia; la maggior parte risale al VII secolo d.C. e a epoche successive. Secondo la tradizione sarmata, ai defunti venivano offerti sacrifici di cavalli, un’usanza che ancora oggi viene praticata in Ossezia. Il rituale del sacrificio di un cavallo bianco, associato al sole e al cielo, che ha origine nell’epoca del Rigveda e si è tramandato attraverso l’Iran e la Sogdiana, sopravvive nei rituali dei popoli ugro-finnici ed è documentato etnograficamente presso i Mansi. Nell’arte figurativa della regione di Perm, le raffigurazioni di cavalli sono spesso accompagnate da simboli solari, il che ne sottolinea il legame con il cielo. Inoltre, le tavolette votive con motivi equini fungono da sostituto simbolico delle offerte reali e evidenziano il perdurante significato culturale e simbolico del cavallo negli antichi rituali e nelle credenze.

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Asta

Asta 322 Arte antica (asta in sala, lotti 1-407)
mercoledì 9 dicembre
02:00 PM
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