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Jean DESPRES (1889-1980) Scatola rettangolare in argento liscio con superficie parzialmente martellata, dotata di un'impugnatura impreziosita da un motivo a catena verticale Impugnatura contrassegnata con le lettere "DL" in caratteri piatti Punzone d'orefice "JP" e Minerva Peso totale: 1512 gr Jean DESPRES Figura di spicco del rinnovamento delle arti del metallo nel XX secolo, Jean Després si afferma già dagli anni ’20 come uno dei creatori più audaci nel campo della gioielleria e dell’oreficeria. Nato nel 1889, partecipa attivamente alla ridefinizione delle forme e degli usi, contribuendo in modo decisivo alla modernizzazione sia dell’argenteria da tavola che di quella sacra. Trasferitosi a Parigi dopo una formazione come disegnatore, frequenta gli ambienti d’avanguardia e stringe amicizia con artisti come Georges Braque e Pablo Picasso. L’esperienza della Prima guerra mondiale, durante la quale lavorò nell’aviazione, segnò in modo duraturo il suo immaginario: l’universo meccanico, il rigore delle strutture e la potenza dei volumi alimentarono la sua estetica. Tale influenza si traduce in un linguaggio formale deciso, costruito, lontano dalle curve naturalistiche dell’Art Nouveau. Le sue opere, modellate con il martello, si distinguono per un’esecuzione diretta e magistrale. Le silhouette rimangono chiare, equilibrate, ridotte all’essenziale. Negli anni Venti, le superfici si distinguono per la loro relativa sobrietà; nel corso dei decenni successivi, la martellatura diventa più decisa, animando la materia con una vibrazione luminosa che conferisce all’oggetto una presenza quasi scultorea. L’ornamento, sempre misurato, assume la forma di godroni verticali o orizzontali, talvolta sporgenti, di sfere piene o semisfere che strutturano la composizione senza appesantirla. Da Després, la ricerca plastica non si dissocia mai dalla funzione. Ogni creazione è pensata per l’uso, in un equilibrio costante tra precisione tecnica ed efficacia pratica. Egli rivendica del resto il proprio rifiuto di un’arte puramente decorativa, distaccata da ogni utilità. Questa posizione è sottolineata dal critico Maximilien Gauthier, che vede nella sua opera un’arte al tempo stesso rustica nell’aspetto e di grande elaborazione intellettuale. Partecipando all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne, si inserisce pienamente nella dinamica dell’Art Déco pur conservando un’identità singolare. Lontano da effetti pretenziosi o raffinatezze superflue, il suo lavoro afferma la nobiltà del metallo lavorato, la franchezza delle linee e la coerenza costruttiva. Scomparso nel 1980, Jean Després lascia un’opera immediatamente riconoscibile, in cui il rigore formale dialoga con una profonda sensibilità artigianale. La sua opera rimane l’espressione di una modernità padroneggiata, fondata sulla sincerità del materiale, sulla solidità dei volumi e sull’intelligenza della funzione.
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