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Jean-Michel FRANK (1895-1941) Coppia di poltrone cubiche in faggio tinto con schienale dritto che si prolunga sui braccioli pieni, poggianti su una base angolare affusolata Rivestimento in tessuto a motivi floreali rosso e crema Modello creato intorno al 1925 A: 70 cm / L: 64 cm / P: 58 cm Bibliografia: Pierre-Emmanuel Martin-Vivier, "Jean-Michel Frank", Norma, Parigi, 2006, da confrontare con i modelli riprodotti alle pagine 39 e 201 Su richiesta, all’acquirente potrà essere rilasciato un certificato del Comitato Jean-Michel Frank Nato a Parigi il 21 febbraio 1895, Jean-Michel Frank crebbe in una famiglia dell’alta borghesia. Attratto fin da giovane dagli ambienti intellettuali e artistici, frequentò in particolare René Crevel, Léon Pierre-Quint e Pierre Drieu La Rochelle, grazie ai quali sviluppò la propria sensibilità estetica. La Prima guerra mondiale segna profondamente la sua giovinezza: la scomparsa dei suoi due fratelli al fronte, seguita dal suicidio del padre nel 1915, sconvolgono in modo duraturo la sua esistenza. A partire dal 1918, si avvicina ai circoli letterari parigini e inizia a esprimere il proprio talento nell’arredamento d’interni. Nel 1921 realizza l’appartamento di Drieu La Rochelle, dove impone già i principi del suo stile: pareti bianche, arredamento ridotto allo stretto necessario e oggetti accuratamente selezionati. Questa estetica radicalmente essenziale conquista rapidamente una clientela prestigiosa, tra cui Charles Peignot e Nancy Cunard. In collaborazione con l’ebanista Adolphe Chanaux, Frank sviluppa collezioni di mobili e lampade dalle linee sobrie e architettoniche. Liberandosi dalle tradizioni dell’ebanisteria, sperimenta materiali insoliti come il galuchat, la pergamena, la paglia, la mica o il gesso, dando vita a creazioni di notevole originalità. La sua realizzazione per l’hôtel particulier dei Noailles, nel 1926, in particolare una sala fumatori rivestita di pergamena e un boudoir con intarsio in paglia, consacra la sua reputazione. Diventò così uno degli arredatori più ricercati di Parigi, annoverando tra i suoi clienti i Pecci-Blunt, i Gunzburg, Cole Porter e François Mauriac. Nel 1930, nominato direttore artistico di Chanaux & Cie, si circonda di personalità quali Alberto Giacometti, Jean Hugo, Emilio Terry, Paul Rodocanachi e Christian Bérard. Il suo stile si arricchisce progressivamente di nuove influenze, fondendo la sobrietà delle forme, i riferimenti classici e materiali pregiati come l’ebano, l’avorio e il mogano. Il suo talento conquista le grandi case di moda, gli ambienti teatrali e una clientela internazionale, in particolare americana e sudamericana. La Seconda Guerra Mondiale interrompe bruscamente questa ascesa. Dopo la chiusura degli atelier Chanaux nel 1939, Jean-Michel Frank si esilia in Argentina nel 1940, per poi trasferirsi a New York, dove muore l’8 marzo 1941. Nonostante una carriera troppo breve, Jean-Michel Frank rimane una figura imprescindibile delle arti decorative del XX secolo. Il suo approccio singolare, basato sulla purezza delle linee, sulla nobiltà dei materiali e sulla raffinatezza delle trame, ha profondamente segnato la storia dell’arredamento e dell’interior design, imponendo un’eleganza senza tempo il cui influsso perdura ancora oggi.
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