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Jean SCHWARTZ (1899-1967) prodotto dai laboratori SCHWARTZ-HAUTMONT Gong di forma circolare bombata in ottone, con decorazioni incise a motivi geometrici, racchiuso in una struttura a piedistallo in ferro battuto patinato di nero raffigurante Bacco e grappoli di frutta Verso il 1925 A: 69 cm / L: 56 cm / P: 21 cm Esposizione: Modello presentato all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative Industriali e Moderne a Parigi nel 1925 Bibliografia: «Mobilier et Décoration d’Intérieur», febbraio 1925, dove è riprodotto e descritto il nostro modello di gong Jean Schwartz occupa un posto di rilievo nella storia delle arti decorative francesi del XX secolo. A cavallo tra artigianato tradizionale e innovazione industriale, contribuisce allo sviluppo della lavorazione artistica del ferro nell’architettura moderna. Formatosi all’École des Beaux-Arts di Parigi, dove si laurea nel 1926, si specializza nella progettazione di opere metalliche che uniscono rigore tecnico e ricerca estetica. Proveniente da una famiglia di industriali, entra a far parte dei laboratori Schwartz-Haumont, azienda specializzata nella costruzione metallica e nella lavorazione artistica del ferro. Ne diventa progressivamente uno dei principali dirigenti, per poi assumerne la carica di presidente-direttore generale nel 1943. Il suo lavoro si inserisce nel movimento Art Déco, particolarmente valorizzato in occasione dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi del 1925. Predilige le forme geometriche, le linee strutturate e i motivi stilizzati, rompendo con le curve sinuose dell’Art Nouveau. Il suo approccio si distingue per l’equilibrio tra ornamentazione, funzionalità e integrazione architettonica. Tra le sue realizzazioni figura la progettazione di motivi decorativi per le facciate di La Samaritaine, a Parigi, nel 1929. Grate, porte, balaustre e ringhiere delle scale testimoniano la sua capacità di trasformare gli elementi metallici in vere e proprie componenti dell’arredo architettonico. L’attività di Schwartz-Haumont si estese anche a livello internazionale. All’inizio degli anni ’30, l’azienda partecipò a diversi progetti in Nord Africa, in particolare ad Algeri e a Rabat, dove realizzò opere in ferro battuto per prestigiosi edifici amministrativi e scolastici. Al di là della sua estetica, Jean Schwartz incarna l’evoluzione della lavorazione del ferro nel XX secolo, caratterizzata dall’incontro tra savoir-faire artigianale, produzione industriale ed esigenze dell’architettura moderna. Con la sobrietà delle sue composizioni, la precisione del suo disegno e l’eleganza dei suoi motivi, contribuisce al prestigio della lavorazione artistica del ferro francese e rimane una figura rappresentativa dell’Art Déco.
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