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Pierre-Adrien DALPAYRAT (1844-1910) Brocca a tre piedi detta "Andromeda" in gres smaltato color ocra, verde con sfumature di blu e rosso sangue di bue, con decorazione in rilievo raffigurante una donna che forma i manici e tre protuberanze vegetali Firmata a incisione con il timbro raffigurante una melograna Modello ideato e realizzato tra il 1893 e il 1906 in collaborazione con Jean Coulon Altezza: 31 cm Bibliografia: «Adrien Dalpayrat, Céramique française de l’Art Nouveau», edizione Arnoldsche, modello simile riprodotto a pagina 147, illustrazioni 91 e 92. Nato a Limoges nel 1844, Pierre-Adrien Dalpayrat si forma nel disegno e poi nella pittura su porcellana prima di perfezionare la propria maestria in diverse manifatture francesi, in particolare presso Jules Vieillard a Bordeaux e Léon Sazerat a Limoges. Dopo diversi soggiorni di lavoro a Valentine e Tolosa, si trasferì nel sud della Francia intorno al 1878 e diresse l’atelier di decorazione della manifattura di François Blanc, a Monaco. Fu durante questo periodo che scoprì le potenzialità artistiche della gres, materiale al quale avrebbe poi dedicato la maggior parte della sua carriera. In seguito al terremoto del 1887, torna a Limoges prima di stabilirsi definitivamente a Bourg-la-Reine nel 1889. Abbandona quindi progressivamente la decorazione su porcellana per dedicarsi alla creazione di oggetti artistici in gres, in un contesto caratterizzato dall’influenza del giapponismo e dal rinnovamento della ceramica francese. Nel 1891 incontra lo scultore Alphonse Voisin-Delacroix, con il quale instaura una collaborazione particolarmente feconda. Mentre quest’ultimo ideava e modellava i prototipi, Dalpayrat ne curava la realizzazione in terracotta, la smaltatura e la cottura. Da questa collaborazione nascono opere audaci dalle forme organiche e animali, raggruppate in particolare sotto le denominazioni «Zoomorfi», «Anatomici» e «Viscerali». Presentate nel 1892 alla galleria Georges Petit, riscuotono un grande successo. Questa collaborazione si conclude prematuramente con la morte dello scultore nell’aprile del 1893. Parallelmente, Dalpayrat mette a punto il suo famoso smalto rosso sangue di bue, ottenuto a partire da ossidi di rame. Questa tonalità profonda, diventata la sua vera firma con il nome di «Rouge Dalpayrat», si distingue per le sue sorprendenti variazioni durante la cottura, in grado di rivelare sfumature di verde, viola, ambra o grigio piombo, talvolta riunite su un unico pezzo. Dopo la scomparsa di Voisin-Delacroix, il ceramista prosegue le sue ricerche con diversi collaboratori, in particolare la scultrice svedese Agnès de Frumerie, poi Adèle Lesbros, che contribuisce anche allo sviluppo della sua azienda. Successivamente lavora con lo scultore Jean Coulon. Il suo repertorio si evolve verso forme più classiche, sempre improntate a influenze giapponesi e a motivi vegetali o animali. Le sue ceramiche in gres fiammato, riconoscibili dal marchio che raffigura una melograna spaccata, riscuotono un successo crescente. Sviluppa inoltre creazioni che uniscono ceramica e montature in bronzo dorato, realizzate con gli orafi Ernest Cardeilhac e Keller. Il riconoscimento definitivo arriva nel 1900 con l’ottenimento di una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi e la nomina al grado di cavaliere della Legione d’Onore. Nonostante questo riconoscimento, le sue successive imprese incontrano difficoltà finanziarie. La produzione prosegue con diverse denominazioni, in particolare «Les Grands Feux de Dalpayrat» e poi «Dalpayrat Frères & Cie», prima della chiusura definitiva dei forni nel 1906 e dello scioglimento della società nel 1907. Ritiratosi nella sua città natale, Limoges, Dalpayrat abbandonò progressivamente la ceramica per dedicarsi alla pittura fino alla sua scomparsa, avvenuta nell’agosto del 1910. Figura di spicco della ceramica francese della fine del XIX secolo, Pierre-Adrien Dalpayrat lascia un’opera singolare, che si distingue per l’originalità delle forme, la forza degli smalti e la straordinaria sottigliezza delle sue ricerche cromatiche. Attraverso una selezione di alcuni dei suoi vasi, vi invitiamo a scoprire tutta la ricchezza della sua arte e le caratteristiche emblematiche che ne hanno determinato la fama.
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