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PAUL LANDOWSKI (Parigi, 1875–1961). “Élodie Blanchet”. Bronzo patinato su base di marmo nero belga. Reca il marchio della Fonderia Barbedienne. Firmata. Dimensioni: 42 x 25 x 26 cm; 60 cm (altezza con base). Questa scultura è un interessante esempio della produzione giovanile dell’artista, ancora radicata in una sensibilità naturalistica e in un approccio intimo alla ritrattistica. La figura femminile è resa con notevole delicatezza nella definizione dei tratti del viso, nell’espressione e nella modellazione della forma. La serenità del volto e la meticolosa resa degli abiti mettono in risalto la precoce maestria tecnica dello scultore e la sua capacità di cogliere l’individualità psicologica del soggetto. Il trattamento della superficie del bronzo, esaltato dalla patina, accentua i giochi di luce e ombra, conferendo profondità ai lineamenti e plasticità alle pieghe dell’abito. Il modello originale fa parte delle collezioni del Musée Paul Landowski, che fa parte del Musée des Années Trente di Boulogne-Billancourt, un’istituzione dedicata alla conservazione e alla promozione dell’opera dello scultore. La presenza del timbro della fonderia Barbedienne riveste un particolare interesse storico e artistico. La fonderia fondata da Ferdinand Barbedienne fu una delle principali fonderie artistiche francesi del XIX e dell’inizio del XX secolo, riconosciuta a livello internazionale per la qualità tecnica dei suoi bronzi e per la collaborazione con eminenti scultori dell’epoca. Paul-Maximilien Landowski (Parigi, 1875–1961), scultore francese di origini polacche, fu una delle figure di spicco della scultura monumentale europea nella prima metà del XX secolo.Formatosi nell’ambiente accademico parigino, sviluppò una carriera artistica caratterizzata dalla ricerca di un ideale umanistico. Ottenne il riconoscimento dopo aver vinto il prestigioso Prix de Rome nel 1900. Nel corso della sua carriera ricevette importanti commissioni monumentali, tra cui spicca il famoso Cristo Redentore di Rio de Janeiro, realizzato in collaborazione con l’ingegnere Heitor da Silva Costa e inaugurato nel 1931. Landowski ricoprì inoltre importanti incarichi istituzionali: fu direttore dell’Accademia di Francia a Roma, con sede a Villa Medici, dal 1933 al 1937, e fu membro della Sezione di Scultura dell’Académie des Beaux-Arts dal 1926 fino alla sua morte, avvenuta nel 1961.
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