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11 novembre | 17:50
Heritage Auctions

79167 - Dupas, Jean-Théodore

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Estimation

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Frais de vente

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Dupas, Jean-Théodore Il ballo degli studenti Jean-Théodore Dupas Il ballo degli studenti / Alhambra–8 Janvier, 1927 circa Litografia a colori su carta vergata incollata su tela di lino 77-1/4 x 50-1/4 pollici (196,2 x 127,6 cm) (foglio) Stampata da Rousseau Frères, Bordeaux Un invito all’eccesso: Jean Dupas e l’arte della serata Parigi, 1927. Lo champagne scorre a fiumi, l’orchestra si sta scaldando e, da qualche parte oltre i tendaggi di velluto, una sala piena di giovani si appresta a perdere la cognizione del tempo. La prima guerra mondiale è ormai un ricordo, anche se le sue ombre permangono, e una generazione determinata a riconquistare il piacere ha trovato il proprio ritmo nei jazz club, nei cabaret e nelle scintillanti sale da ballo delle années folles. La moda ha allentato i propri vincoli, le convenzioni hanno allentato la morsa e la serata sembra promettere che tutto possa accadere. È in questa atmosfera inebriante che Jean-Théodore Dupas lancia un invito: *Bal des Étudiants*, un esuberante manifesto litografico che annuncia un ballo studentesco all’Alhambra l’8 gennaio 1927. Più che una pubblicità, è una piccola e squisita dichiarazione di quell’epoca, in cui il piacere veniva perseguito con convinzione quasi filosofica e una serata fuori poteva diventare una forma d’arte a sé stante. Al centro della composizione di Dupas, tre figure teatrali si riversano in una scena di deliziosa e improbabile eleganza. Una figura pallida e slanciata, in uno stravagante costume verde, domina la composizione, mentre i compagni, con colletti elaborati e copricapi fantasiosi, si protendono verso lo spettacolo. I loro corpi si sovrappongono in una coreografia di angoli impossibili, con gli arti che si estendono e si piegano con la graziosa artificialità delle marionette. Nastri si arricciano in primo piano, e lampi di vermiglio interrompono una sofisticata tavolozza di avorio, smeraldo e oro smorzato. C’è qualcosa di meravigliosamente malizioso in tutta questa scena. Non si tratta propriamente di ritratti, né di semplici personaggi in maschera; essi abitano un mondo a metà strada tra la corte rinascimentale, la commedia dell’arte e il moderno nightclub parigino. Dupas ha vestito il XX secolo con i costumi di un’altra epoca, riuscendo in qualche modo a farlo apparire del tutto nuovo. Tali contraddizioni costituivano l’essenza stessa del genio di Dupas. Nato a Bordeaux nel 1882 e insignito del prestigioso Prix de Rome nel 1910, possedeva una padronanza accademica della figura che, in un altro secolo, avrebbe potuto confinerlo alle grandi tradizioni della pittura storica. Invece, contribuì a tradurre quelle tradizioni nel linguaggio elegante e teatrale dell’Art Déco. L’influenza della pittura rinascimentale sopravvive nei suoi corpi scultorei, nelle mani accuratamente articolate e nelle composizioni meticolosamente disposte, eppure il naturalismo classico è stato allegramente abbandonato. Le proporzioni si estendono oltre ogni ragione, lo spazio si dissolve nell’ornamento e la forma umana diventa uno strumento di design. Realizzato poco dopo la storica Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne del 1925 a Parigi, *Bal des Étudiants* appartiene a un momento in cui l’arte decorativa si stava affermando come qualcosa di ben più grande di un semplice abbellimento. La bellezza poteva essere moderna, commerciale e accessibile senza rinunciare a un briciolo di raffinatezza. C’è, inoltre, una notevole tensione tra disciplina e abbandono. Sebbene le figure suggeriscano il disordine spontaneo di una serata particolarmente vivace, nulla nella composizione di Dupas è casuale. Ogni curva risponde a un’altra; ogni gesto attira lo sguardo verso una nuova stravaganza. Le dimensioni monumentali della litografia, alta quasi sei piedi e mezzo, trasformano un annuncio effimero in un’esperienza visiva imponente. Stampata da Rousseau Frères a Bordeaux, l’opera dimostra le straordinarie possibilità della litografia commerciale dell’epoca: le ampie campiture di colore e i rapporti tonali accuratamente bilanciati consentono alle eleganti distorsioni di Dupas di dispiegarsi con chiarezza teatrale. La tipografia, audace e architettonica sotto le figure, ancora questo spettacolo vorticoso ai dettagli essenziali di una singola serata. Arte e pubblicità si incontrano qui senza il minimo imbarazzo, beneficiando a vicenda dei rispettivi poteri di seduzione. Forse ciò che rende il *Bal des Étudiants* così avvincente è il particolare tipo di libertà che immagina. I festaioli non sono del tutto spensierati; le loro espressioni sono enigmatiche, i loro movimenti estremamente studiati, la loro eleganza quasi troppo perfetta per essere credibile. Suggeriscono una generazione che mette in scena la propria liberazione, consapevole che il piacere di essere visti potrebbe essere quasi inebriante quanto i piaceri della serata stessa. La mascherata diventa una metafora appropriata per quel decennio, con i suoi eccessi colti, le identità inventate e il magnifico rifiuto di rimanere ordinari. Sotto le superfici levigate dell’Art Déco si celava una cultura alle prese con profondi cambiamenti di classe, genere, moda e comportamento sociale. Dupas non illustra tanto queste trasformazioni quanto ne cattura la squisita teatralità. Le sue figure

Texte traduit par DeepL.
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Vente

Il design dei primi anni del XX secolo
mercredi 11 novembre
17:50
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