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Brauer, Arik "Villaggio in Algeria (Porta del Sahara)" Olio su tavola con fondo a gesso. 1946-54. 41,5 x 61 cm. Firmato in basso a sinistra con pennello in rosso «BRAUER», sul retro intitolato con gesso nero «Porta del Sahara» e, su etichette applicate, datato, intitolato e contrassegnato con caratteri tipografici diversi «Oel XXXII». Brauer, Primi dipinti a olio XXXVIII. La composizione enigmatica di Brauer stimola l’immaginazione dell’osservatore con il suo simbolismo di difficile interpretazione e la sua ricchezza di dettagli fantastici: in primo piano si riunisce un gruppo di figure o apparizioni tra le più disparate, in parte frammentarie, le cui azioni appaiono significative ma il cui scopo rimane oscuro. L’unica via d’uscita da questo evento enigmatico, ambientato in uno spazio in gran parte chiuso su se stesso, è il cancello, che a destra sembra condurre nell’oscurità profonda di una cripta, mentre più in fondo, nell’arido paesaggio desertico, si apre un ulteriore piano di realtà con proporzioni alterate e, sullo sfondo, una formazione di colline dal ritmo cadenzato che si estende fino al cielo. I primi dipinti del pittore viennese dal gusto fantastico si presentano, come in questo caso, tipicamente dominati dai toni della terra. Brauer era sopravvissuto alla fine della guerra nascosto negli orti urbani di Ottakring e, emaciato, si recò immediatamente, nella Vienna in rovina, all’Accademia, dove si ritrovò presto con Fuchs, Hutter e Lehmden nella classe di Albert Paris Gütersloh. Già nel 1951 espose le sue opere insieme ad Arnulf Rainer, Maria Lassnig e altri nell’unica mostra del leggendario «Hundsgruppe», prima che gli astratti e i «fantastici» si separassero definitivamente. Al termine dei suoi studi all’Accademia, Brauer si recò in bicicletta da Ernst Fuchs a Parigi, ma prima fece un viaggio in Nord Africa e visitò l’Algeria. Da allora i temi orientali e africani lo affascinarono. Il presente dipinto, realizzato in relazione a quel viaggio, è probabilmente una delle prime testimonianze di questa passione. Il catalogo ragionato indica erroneamente come supporto un pannello di fibra dura e presenta lievi discrepanze nelle misure. Brauer stesso numerò in caratteri romani solo in un secondo momento le opere giovanili realizzate tra il 1945 e il 1954, descrivendole e intitolandole a memoria, il che gli causò alcune imprecisioni (cfr. Brauer vol. I, p. 9). Provenienza: Collezione Ernst Fuchs, Vienna Esposizione: Marlborough Fine Art, Londra (con la relativa etichetta adesiva sul retro) - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché lo stato di conservazione è indicato nel catalogo solo in casi eccezionali. - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché solitamente non vengono menzionate nel catalogo.
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