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(Incunabolo di Magonza) - [BONIFACIO VIII]. SEXTUS DECRETALIUM CUM GLOSSIS JOHANNIS ANDREAE… Moguntiae, (Magonza) per Petrum Schoeffer, 9 gennaio 1476. In folio (405 x 280 mm) di 162 fogli, dorso in legno rivestito in pelle di scrofa stampata a freddo, con un motivo geometrico a rete di rombi incorniciati da palmette, angoli e cabochon in rame sui piatti, risguardi moderni (4 segnature Lupiana??? impresse a freddo in una fascia stilizzata sui piatti, n. 63 in coda). (rilegatura d’epoca) Edizione molto rara, una delle più antiche delle famose decretali di Bonifacio VIII, [Benedetto Gætano] (1228-1303), uno dei più famosi e ardenti sommi pontefici del Medioevo. È accompagnata dai commenti di Giovanni d’Andrea (1275?-1348), professore di diritto canonico all’Università di Bologna. Splendida stampa gotica in rosso e nero, su due colonne, con un’ampia glossa in caratteri piccoli che incornicia il testo canonico. L’esemplare è interamente rubricato in rosso e blu con una grande iniziale filigranata in rosso e blu all’incipit. L’ultimo foglio è ornato dal marchio stampato in rosso di Pierre Schoeffer e di Johann Fust, posto sotto un’ammirevole e suggestiva iscrizione stampata in latino: «La famosissima opera del Sesto Libro delle Decretali è stata felicemente completata nella nobile città di Magonza — che il glorioso Dio ha degnato di preferire e illuminare più delle altre nazioni della terra con il dono gratuito dell’ingegnosa arte della stampa — non con inchiostro e una penna di metallo, di canna o di piuma, ma grazie a una bella invenzione dovuta al venerabile Peter Schöeffer di Gernsheim. Nell’anno del Signore 1476, il nono giorno del mese di gennaio». Pierre Schoeffer lavorava come caporeparto nella tipografia che Gutenberg stava mettendo a punto. Grazie alla sua formazione di copista, aiutò il suo maestro a perfezionare la stampa tipografica. Nel 1455, dopo la pubblicazione della prima Bibbia a 42 righe, ruppe la sua collaborazione con Gutenberg e testimoniò contro di lui durante il processo intentato dal banchiere Johann Fust. Due anni dopo si associò proprio con quest’ultimo per fondare la tipografia Fust & Schoeffer. Tabella manoscritta su un foglio bianco all’inizio. Numerazione dei capitoli e dei fogli manoscritta in rosso all’inizio di ogni foglio. Lievi fori di tarlo nel margine inferiore degli ultimi 20 fogli. Numerose annotazioni manoscritte dell’epoca. La rilegatura sembra essere stata eseguita agli albori del XVI secolo. (Brunet I, 1100) (ISTC, ib00985000) (Hain, 3593) (Pellechet 2736) (Goff B-985). (Helmschrott, (J.M.). Verzeichniß alter Druckdenkmale der Bibliothek des uralten Benediktiner-Stifts zum H. Mang in Füeßen. Ulm, 1790. N. 64. «La presente edizione può quindi essere ancora annoverata tra i libri rari e poco conosciuti; la carta è molto spessa e bianca»). Il nome «Lupiana» o «Lapiana», impresso a freddo su un nastro sui piatti, si riferisce, a nostro avviso, al monastero di San Bartolomé de Lupiana in Spagna, a mo’ di «supra-libris», ovvero marchio di proprietà. ESEMPLARE MOLTO BELLO, CON AMPI MARGINI E CURA NELLA RUBRICAZIONE. Provenienze: - Charles Lormier con 2 ex libris (Catalogo del defunto Ch. Lormier, 1901, prima parte, n. 2702) che segnala «rilegatura d’epoca e la parola Laprade sui piatti». Lormier (1825-1900) fu il fondatore della Société des Bibliophiles normands nel 1863. - Abbazia di Saint Magne, monastero benedettino situato a Füssen in Baviera (ex libris manoscritto d’epoca), i cui incunaboli furono venduti nel 1803-1804.
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