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Müller, Richard "Novità di moda": nudo maschile con piuma di pavone. Matita. 45 x 24,1 cm. Firmato e datato in basso a destra «Rich. Müller 1917 -», con la didascalia autografa sul retro «Novità di moda / Ironia sulle correnti artistiche straniere che i / tedeschi amano imitare». Già nel Medioevo il pavone era considerato simbolo di vanità. Nel disegno satirico di Richard Müller «Novità di moda», la piuma di pavone assume un significato tanto grottesco quanto smascherante. Corinna Wodarz (op. cit., p. 245) la definisce inizialmente con una certa cautela come «capo di abbigliamento stravagante». Un’interpretazione più approfondita è fornita da Franz Hermann Meißner, che nel 1921 analizza l’opera alla luce dei dibattiti dell’epoca in materia di critica artistica e culturale. L’«ironia sulle diverse tendenze della moda», come l’autore intitola il disegno, raffigura un vigoroso nudo maschile visto di schiena, senza testa, ma con una piuma di pavone infilata nel sedere. In questo modo viene derisa la mania tedesca di imitare le mode straniere. La satira sembra rivolgersi anche a certe correnti artistiche dell’epoca moderna, che all’artista di saldi principi devono apparire ridicole. L’interpretazione di Meißner è chiaramente influenzata dalle convinzioni estetico-artistiche del suo tempo. Il disegno non si limita a deridere le stravaganze della moda, ma può essere letto anche come un commento caustico a un mondo dell’arte le cui nuove correnti Richard Müller accoglieva con marcata diffidenza. Già intorno al 1910 aveva in gran parte abbandonato la sperimentazione con le tecniche artistiche. Mentre l’impressionismo, l’espressionismo e l’astrazione estendevano la loro influenza e il modernismo classico trovava sempre più riconoscimento, Müller rimaneva irremovibilmente fedele a una concezione naturalistica dell’arte, perfezionata dal punto di vista artigianale. Ciò che l’avanguardia interpretava come un’apertura verso nuove possibilità espressive, gli appariva spesso come un allontanamento dai fondamenti della maestria artistica. Anche nella sua attività di insegnante all’Accademia, Müller sosteneva con forza questa posizione. Voleva preservare i suoi allievi da un percorso, a suo avviso troppo facile, fatto di «imbrogli» e «macchie», che secondo la sua convinzione non portava alla libertà artistica, ma al dilettantismo e all’anarchia. Con quanta fermezza difendesse le sue idee lo descrive il suo allievo George Grosz, al quale fu legato da un rapporto di amicizia per tutta la vita, nella sua autobiografia *Ein kleines Ja und ein großes Nein* (Reinbek bei Hamburg 1955). Con ironico rispetto, ricorda: «Il professor Müller governava con rigore militare, un bastone da pittura e una dozzina di gessetti affilati da far male». In questo contesto, la figura senza testa del nostro disegno acquista una particolare nitidezza. Il modello maschile, che si adorna con una piuma estranea, sembra fisicamente ben saldo sulle proprie gambe, ma in senso figurato ha perso la testa. La collocazione grottesca della piuma di pavone esalta la satira fino all’assurdo: il simbolo di bellezza, orgoglio e vanità si trasforma in un’immagine di imitazione sconsiderata. Chi segue acriticamente le mode altrui – così si potrebbe riassumere la posizione di Müller – non solo rinuncia alla propria autonomia, ma si espone al contempo al ridicolo. Provenienza: inventario dell’eredità di Richard Müller. Lempertz, Colonia, asta n. 605 del dicembre 1984, lotto 869. Collezione privata, Germania meridionale. Bibliografia: Franz Hermann Meißner: Das Werk von Richard Müller, Dresda 1921, p. 70, fig. 120, p. 119 (come «Ironia sulle diverse tendenze della moda»). Corinna Wodarz: Simbolo ed Eros. L’universo visivo di Richard Müller (1874-1954) con il catalogo dell’opera completa, Gottinga 2002, p. 245, fig. 131, n. cat. Z 1917.26 (intitolata «Ironia sulle diverse tendenze della moda»). - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché lo stato di conservazione è indicato nel catalogo solo in casi eccezionali. - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché lo stato di conservazione non è solitamente menzionato nel catalogo.
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