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Millon

15 - Imponente cassettiera con intarsio a reticolo

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Stima

80.000 - 120.000 €

Diritti d'asta

34%

Imponente cassettiera con intarsio a reticolo dotata di due cassetti, fianchi ricurvi anch’essi in intarsio a reticolo, piano in marmo breccia di Aleppo poggiante su montanti a pinza che terminano con piedi arcuati, bronzi dorati con ciondoli e maniglie traforate, zoccoli a zampa di leone, piano e aperture delle serrature (parti mancanti; doratura rifatta), con i marchi a inchiostro: N° 2321 e F N° 152; (importanti restauri all’impiallacciatura e all’intarsio, reimpiallacciatura). Epoca Luigi XV. A: 90 cm, L: 151 cm, P: 68 cm Questo mobile è corredato del relativo certificato di libera circolazione. Provenienza: Consegnato su commissione dell’8 maggio 1764 da Gilles Joubert con il n. 2321 «per essere collocato nella camera di Sua Eccellenza il Conte d’Artois» al castello di Fontainebleau, poi inventariato nella camera dello stesso appartamento nel 1786 e nel 1787. Asta a Lille, il 23 aprile 1989, Asta a Parigi, Piasa, il 26 giugno 2001, lotto 89, Asta a Parigi, Artcurial, il 12 dicembre 2012, lotto 53. Il n. 2321 scritto a inchiostro sul retro del comò corrisponde al numero di registrazione nel registro del Garde-meuble de la Couronne per l’anno 1764. La menzione di questa consegna era originariamente registrata al foglio 42, oggi scomparso dagli Archivi Nazionali. Il n. 2321 ricompare tuttavia come nota di richiamo a margine dell’inventario del 1786 redatto al castello di Fontainebleau. Così, il 1° novembre 1786 si legge: «Un comò a forma di tomba con due grandi cassetti, impiallacciato a mosaico e con inserti in legno di violetta su fondo di palissandro, maniglie, bordi e piedini in bronzo dorato, piano in marmo breccia di Aleppo, largo quattro piedi e mezzo». È interessante notare la precisazione «a tomba», che non è, come si potrebbe pensare in modo anacronistico, un errore del redattore dell’inventario, ma l’uso di un termine che troverà il suo significato attuale (un comò a tre cassetti il cui terzo cassetto è posizionato molto in basso, a pochi centimetri dal pavimento) nel XIX secolo; qui indica semplicemente un comò bombato la cui forma ricorda quella di un sarcofago. La ritroviamo l’anno successivo, nel 1787, sempre nella camera del conte d’Artois con il numero 152, corrispondente alla nuova numerazione del Garde-meuble de la Couronne. Tale descrizione è inoltre integrata da una nota di consegna di Gilles Joubert del 1764 che, con ogni probabilità, può essere ricondotta a questa cassettiera e ne riprende le caratteristiche principali, numero di cassetti, decorazioni, dimensioni e tipo di marmo, alle quali si aggiunge la presenza di rosette su entrambi i lati del mobile, oggi mancanti. L’appartamento del conte d’Artois, situato nell’antico appartamento di caccia del castello di Fontainebleau, era composto da otto stanze al piano terra che si affacciavano sul cortile ovale. Dopo la morte del delfino, figlio di Luigi XV (1729-1765), proprio in quell’appartamento dove si trovava per la stagione di caccia, il giovanissimo conte d’Artois vi si stabilì fino alla fine dell’Ancien Régime. A partire dal 1773, data del matrimonio del conte d’Artois con Maria Teresa di Savoia, furono effettuati alcuni lavori di ristrutturazione. Sebbene il contenuto dell’appartamento non sia stato studiato, è tuttavia opportuno segnalare una poltrona bergère recentemente identificata (asta a Parigi, Sotheby’s, 11 dicembre 2025, lotto 15) facente parte di un mobile in damasco blu e bianco consegnato per il gabinetto interno e il gabinetto del mezzanino nel 1774. Dal punto di vista stilistico, la nostra cassettiera rimane piuttosto emblematica dello stile di Joubert intorno al 1760. L’intarsio a traliccio, in particolare, si ritrova sui quattro angoli delle vasche da bagno di Luigi XV a Versailles, consegnate anch’esse nel 1764 e conservate in una collezione privata (P. Verlet, Le Mobilier royal français, volume IV, Parigi, 1990, p. 32-34), il che indica molto chiaramente il gusto per l’intarsio a mosaico verso la metà degli anni ’60 del Settecento. Per quanto riguarda le decorazioni in bronzo, è interessante notare che la famosa scrivania laccata di rosso del Metropolitan Museum, consegnata da Joubert nel 1759 per il gabinetto privato di Luigi XV a Versailles, presenta le stesse maniglie di apertura molto caratteristiche con le parti laterali traforate, nonché lo stesso pannello centrale nella fascia.

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Master - Secoli classici e arti della tavola
martedì 24 novembre
04:00 PM
Hôtel Drouot
9, rue Drouot
75009 Paris, Francia

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