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11 - GERMANIA o ITALIA, probabilmente della seconda metà del XVIII secolo, ispirate all’antico

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GERMANIA o ITALIA, probabilmente della seconda metà del XVIII secolo, ispirate all’antico Venere pudica e Antinoo del Belvedere (oggi noto come Ermes del Belvedere) Due statuette in avorio Altezza: 41 e 42 cm Restauro alla caviglia e al piede di Venere; inserimento di un pezzo d’epoca nella testa di Antinoo Provenienza: - Collezione parigina, un appartamento arredato da Alberto Pinto Bibliografia correlata: - Francis Haskell, Taste and the Antique - The Lure of Classical Sculpture 1500-1900, New Haven e Londra, Yale University Press, 1981, n. 88, pp. 141-43 e 325-28, figg. 5 e 173; - a cura di Heike Schmidt e Maria Sframeli, *Diafane Passioni: Avori barocchi dalle corti europee*, Livorno, Firenze Musei, Sillabe, 2013; - Karin Annette Möller, Elfenbein Kunstwerke des Barock, Staatliches Museum Schwerin, Catalogo della mostra tenutasi dal 31 marzo al 4 giugno 2001, Schwerin, Staatliches Museum, 2001. Opere di riferimento: - Fine del II sec. a.C. – Inizio del I sec. a.C. Venere dei Medici, marmo, 153 cm, Firenze, Palazzo degli Uffizi, n. inv. A16. Tribuna - Epoca di Adriano, Ermes del Belvedere, precedentemente noto come Antinoo del Belvedere, marmo bianco, 195 cm, Roma, Musei Vaticani, n. inv. 907 Questa coppia di imponenti statuette in avorio si ispira alle opere più famose dell’arte antica, l’Antinoo del Belvedere e la Venere Medicea. La prima, conservata nei Musei Vaticani a Roma, fu catalogata per la prima volta nel 1543. Oggi è considerata una rappresentazione di Ermes nel suo ruolo di psicopompo. La seconda è menzionata nell’inventario del cardinale Ferdinando de’ Medici del 1584, prima di essere trasferita nel 1675 a Firenze, dove da allora troneggia nella Tribuna della Galleria degli Uffizi. Queste due sculture figurano tra i reperti antichi più ammirati a Roma sin dalla loro scoperta e furono ampiamente diffuse in tutta Europa nei secoli successivi sotto forma di disegni e stampe, calchi, bronzi o piccole statuette in avorio o in legno, come quella realizzata da Johannes Sporer (ca. 1720- 1759) conservata a Firenze presso il Museo di Casa Martelli (n. inv. Martelli n. 130). Le nostre due figure potrebbero essere state realizzate nella seconda metà del XVIII secolo in Italia, a Roma o a Firenze, grandi centri di produzione di sculture in avorio in quel periodo. Le botteghe italiane realizzavano riduzioni di grandi modelli antichi per soddisfare una clientela internazionale, soprattutto i visitatori del Grand Tour appassionati di cultura classica. Tuttavia, queste opere potrebbero anche essere state realizzate da una bottega tedesca, come quelle di Dresda o Düsseldorf, che nel XVIII secolo producevano anch’esse numerose riduzioni ispirate all’antichità destinate alle collezioni principesche e alla borghesia colta. Qui i soggetti sono stati semplificati rispetto ai modelli originali: Venere è raffigurata in piedi senza il suo delfino e Antinoo appoggiato a un tronco d’albero senza il drappeggio, entrambi nudi. Privandoli dei loro attributi e grazie a una finitura levigata, lo scultore ha posto l’accento sulla nudità dei personaggi. Accoppiati in questo modo, Venere e Antinoo rappresentano l’ideale maschile e l’ideale femminile della Bellezza classica. Tuttavia, il trattamento dei capelli e il tipo morfologico dei volti testimoniano la volontà da parte dell’artista anonimo di allontanarsi dai canoni classici, imprimendo alle sue opere uno stile più personale, rendendo questa coppia di statuette oggetti da collezione unici pur conservando il carattere universale della bellezza classica ideale. CIC del 23 giugno 2025

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Master - Secoli classici e arti della tavola
martedì 24 novembre
04:00 PM
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9, rue Drouot
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