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Scuola AUSTRIACA o TEDESCA del XIX secolo, ispirata a Lorenzo MATTIELLI (1687-1748) Il ratto di Proserpina Gruppo scolpito in avorio. Reca le iniziali «GJ» e una firma apocrifa «Lor. Mattinelly» incise sulla parte anteriore della terrazza Altezza del gruppo: 26 cm su un piedistallo in legno annerito decorato con elementi a volute, due scene traforate, una raffigurante il rapimento e l’altra il cane Cerbero, sulle due facce principali e stemmi sui lati (altezza totale: 41 cm) Piccolo danno nella chioma di Proserpina Provenienza: - Collezione parigina, un appartamento arredato da Alberto Pinto Opera di riferimento: - Lorenzo Mattielli, Plutone e Proserpina, 1720 circa, gruppo monumentale in arenaria, Vienna, parco del Palazzo Schwarzenberg. Bibliografia correlata: - Roberto Pancheri, «L’honor d’Ausonia». Studi sull’attività di Lorenzo Mattielli a Vienna e nei domini asburgici, Atti della Giornata di Studio (Venezia, 30 novembre 2001), Venezia, Estratto, 2002, scultura originale riprodotta nella fig. 11, p. 439; - Ingeborg Schemper Sparlholz, «Stil oder Modus: Lorenzo Mattielli und das Problem der Stilvarianten in der Skulptur des Spätbarock in Wien», in Pygmalions Aufklärung. Europaïsche Skulptur im 18. secolo, Roland Kanz e Hans Körner, Deutscher Kunstverlag München Berlin, pp. 113-131; - A cura di Barbara Balážová (a cura di), Generazioni - Interpretazioni - Confronti, Ingeborg Schemper Sparlholz, In onore della regina d’Ungheria - Ein nicht ausgeführtes Projekt für einen Tafelaufsatz von Lorenzo Mattielli, Bratislava, 2007, pp. 297-308 - Philippe Malgouyres, Ivoire de la Renaissance et des Temps modernes. La collezione del Museo del Louvre, Parigi, Gourcuff Gradinego / Louvre Editions, 2010, scheda 116, p. 168; - A cura di Maraike Bückling e Sabine Haag, Avorio. Splendore barocco alla corte di Vienna, mostra tenutasi a Francoforte sul Meno dal 3 febbraio al 21 giugno 2011, LiebigHaus Skulpturen Sammlung, 2011; - Mateusz Mayer, Lo scultore Lorenzo Mattielli. Colloquio scientifico, Università di Vienna, Istituto di Storia dell’Arte (18-20 marzo 2011). In: Frühneuzeit Info, vol. 22 (Vienna 2011), pp. 233-237; -Marjorie Trusted, Baroque and Later ivories, Londra, V&A Publishing, 2013; -Marjorie Trusted, Baroque Sculpture in Germany and Central Europe, 1600-1770, Londra, Harvey Miller Publishers, 2022. L’attenzione dedicata all’anatomia, al drappeggio vorticoso e all’espressività drammatica dei volti di questo gruppo scultoreo in avorio raffigurante il ratto di Proserpina da parte di Plutone testimonia l’ispirazione diretta a un modello barocco. L’opera è una riduzione di un gruppo monumentale realizzato in pietra per l’allestimento del parco del castello di Schwarzenberg a Vienna da uno dei più importanti artisti del tardo barocco in Austria e in Germania, Lorenzo Mattielli. Nato a Vicenza nel 1687 e formatosi nella bottega dei fratelli Marinali, questo scultore intraprese un’importante carriera, dapprima a Vienna a partire dal 1712, dove lavorò come scultore ufficiale per l’imperatore Carlo VI, poi a Dresda a partire dal 1738, dove divenne scultore di corte per l’Elettore di Sassonia e Re di Polonia Federico Augusto II. Durante il suo soggiorno a Vienna realizzò una commissione del principe Karl Philipp Schwarzenberg per il suo «LandPalais» situato a Vienna-Beduzzi. Le sue opere, create tra il 1719 e il 1724, adornavano la facciata sul lato del giardino e il parterre. Il «Ratto di Proserpina» fa parte di questa decorazione del parco, composta da sei gruppi scultorei in pietra dedicati al tema mitologico del «ratto», il cui stile, caratterizzato da una grande espressività teatrale e raffinata, suscitò l’ammirazione dei suoi contemporanei fin dall’epoca della loro creazione. A differenza di alcuni dei più celebri scultori che operarono nell’ambito germanico in epoca barocca, come Jakob Auer (1645-1706) o Balthasar Permoser (1651-1731), Lorenzo Mattielli non è noto per aver realizzato opere di piccole dimensioni in avorio, sebbene sia autore di modelli per statuette in porcellana (cfr. Ingeborg Schemper Sparlholz). Il gruppo in avorio è montato su una preziosa base in legno ornata da elementi decorativi in avorio a volute e da due scene traforate, una raffigurante un rapimento e l’altra il cane Cerbero. Questi motivi riprendono fedelmente la decorazione del piedistallo della statua monumentale del castello di Schwarzenberg. La cura con cui sono stati realizzati il gruppo e la sua base induce a pensare che sia stato oggetto di una commissione particolare che, probabilmente in origine, comprendeva i sei gruppi di rapimento realizzati sulla base della serie eseguita da Lorenzo Mattielli. Sebbene questo piccolo gruppo in avorio presenti lo stile virtuosistico ed espressivo che ricorda le opere dei più grandi maestri intagliatori di avorio attivi nell’area germanica del primo t
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