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8 - Specchio, TRAPANI, XVII secolo

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Specchio, TRAPANI, XVII secolo In rame, corallo e smalto, di forma esagonale allungata, lo specchio è incastonato in una cornice ovale sottolineata da smalto bianco e blu e punteggiata da piccole croci dorate; lo sfondo è decorato con una profusione di gocce, virgole, bottoni e fiorellini di corallo; la cornice a sbalzo è decorata con file di perle di corallo fusiformi; gli elementi in corallo sono inseriti secondo la tecnica detta «retro-incastramento», ovvero l’incastonatura dal retro. L’ala è sottolineata da un merletto di volute traforate in rame smaltato di bianco e blu e da rosette in corallo, i lati decorati con teste di cherubini in corallo e corona in smalto e le punte di ogni angolo con una conchiglia di San Giacomo in corallo e corona in smalto. Il dorso è cesellato con tralci e volute disposte simmetricamente. A: 50 - L: 33,5 cm Corallo rosso del Mediterraneo, allegato IIB Il corallo, un materiale scelto e privilegiato per i gabinetti delle curiosità La sua origine mitica secondo Ovidio – il sangue della Gorgone decapitata da Perseo – poi religiosa – il sangue di Cristo e simbolo della Redenzione – la sua rarità, le sue virtù medicinali e apotropaiche che lo elevavano al rango di talismano, unite al gusto per le scienze naturali in Europa, ne facevano un materiale di prima scelta per la creazione di opere d’arte destinate ai gabinetti delle curiosità. Classificato tra naturalia e artificialia, tra vegetale, minerale e animale, tra vivente e non vivente, testimonianza del meraviglioso e dell’infinita varietà della natura, i mirabilia, il corallo è sempre stato un materiale molto apprezzato, utilizzato sia nella sua forma grezza che per creare oggetti d’arte complessi, ad uso domestico o religioso. Così, per oltre sei secoli, l’uso del corallo è stato un elemento comune alle grandi culture mediterranee, musulmana, ebraica e cristiana, fondendo il sacro e il profano. La simbiosi tra il corallo e la fede, tra paganesimo, cristianesimo ed ebraismo, trova la sua massima espressione a Trapani. La ricorrenza quasi ossessiva dell’ottagono nei capezzali, nelle acquasantiere e negli specchi sembra conferire un significato simbolico a questi oggetti, poiché il numero otto assume spesso una connotazione magica. Trapani, un’arte tipica di una regione Sebbene nel XVII secolo emergano diversi centri di produzione, tra cui Landshut in Baviera, in Spagna, in Italia con Napoli e Torre del Greco, Trapani, in Sicilia, è il principale tra questi, grazie alla reputazione costruita sulla qualità e sulla raffinatezza delle sue realizzazioni; il suo sviluppo è dovuto alla corte del viceré, che commissionò agli artigiani diverse opere dalla fine del XVI fino al XVIII secolo. Il virtuosismo degli artigiani del corallo portò così alla fondazione della corporazione «Arte dei Corollari» a Trapani nel 1628. Come il vetro di Murano o le pietre dure di Firenze, la produzione specializzata di opere d’arte che uniscono bronzo e corallo è intimamente legata a Trapani. La composizione dell’opera presentata, che unisce pregio e raffinatezza, con un insieme che ricorda il lavoro di un orafo, riprende la tipologia diffusa nelle creazioni degli artigiani della prima metà del XVII secolo. Venivano coinvolti diversi mestieri: falegnami, ebanisti, fonditori, cesellatori, orafi, smaltatori, marmorai e persino vetrai. Si impegnavano a riprodurre, con lievi variazioni, codici stilistici consolidati e apprezzati da una clientela legata alla tradizione. La tecnica denominata «retro-incastro» consisteva nell’inserire piccoli frammenti di corallo levigato in fori precedentemente praticati nel metallo, destinati ad adattarsi perfettamente alla forma di tali pezzi. Questi ultimi venivano poi fissati con una miscela di pece e cera, e successivamente tenuti in posizione da strisce di tessuto. Si poneva così l’accento sul contrasto tra il rosso del corallo e il giallo del bronzo, sottolineato da una cornice in pizzo smaltato. L’insieme – ricchezza della composizione, cura dell’esecuzione, equilibrio cromatico – si ritrova nello specchio qui presentato. Bibliografia: A. Daneu, L’Arte Trapanese del Corallo, Milano, 1964 Museo Regionale Pepoli, Coralli, Talismani Sacri e Profani, Trapani, 1986 M. C. Di Natale, Il Corallo Trapanese nei secoli XVI e XVII, Brescia, 2002 E. Tartamella, Corallo, Storia e Arte dal XV al XIX Secolo, Maroda ed. 2004 C. Del Mare, M. C. Di Natale, Mirabilia coralii, Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi, 209

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martedì 24 novembre
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