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Scuola TEDESCA della metà del XVII secolo, cerchia di Leonhard Kern (1588-1662) Ercole che combatte Caco Piccolo gruppo scultoreo in bosso o legno da frutto Altezza 18,5 cm e base 12,8 x 8,4 cm Restauro alla base, fessura sul collo di Caco e dita mancanti alla mano destra, braccio destro di Ercole leggermente mobile Opere correlate: -Leonhard Kern, Giovane uomo inginocchiato con i pugni legati, secondo quarto del XVII secolo, legno da frutto, H. 24,5 cm, Washington, National Gallery of Art, n. inv. 2022.181.74; -Leonhard Kern, Adamo ed Eva, 1645-1646 circa, gruppo in avorio, alt. 23 cm, Berlino, SMB-SMPK, n. inv. J713; - Attribuito a Leonhard Kern, Ercole e Ippolita, alabastro, alt. 81,5 cm, Sammlung Würth, n. inv. 17818. Bibliografia correlata: - Harald Siebenmorgen, Malcom Baker, Leonhard Kern, Neue Forschungsbeiträge, Cat. della mostra tenutasi dal 22 ottobre 1988 al 15 gennaio 1989, Hällisch-Fränkischen Museum, Schwäbisch Hall, 1990; - Fritz Fischer, «Grosse Kunst in kleinem Format, kleinplastiken von Leonhard Kern», in Weltkunst, 74, 2004, pp. 14-17; -Virginie Spenlé, Leonhard Kern, il Giambologna tedesco, Monaco di Baviera, Kunstkammer Georg Laue, 2016; -C.S. Weber, Leonhard Kern e l’Europa, La Camera del Tesoro Imperiale di Vienna in dialogo con la Collezione Würth, Swirifdoff, 2021, -Konrad Donhuijsen, «Inventio e nuditas in Leonhard Kern (1588-1662), un’opera scultorea durante la Guerra dei Trent’anni», arthistoricum.net, 2024 Tra i soggetti prediletti dagli scultori del Rinascimento, le fatiche di Ercole hanno offerto un repertorio iconografico e simbolico di grande ricchezza, in perfetta sintonia con le preoccupazioni artistiche e politiche dell’epoca. Oltre a consentire la rappresentazione del nudo maschile e la messa in scena di una personalità eroica, Ercole rappresenta un simbolo di virtù, forza fisica e giustizia. È proprio questa simbologia che caratterizza una delle prime e più celebri rappresentazioni di Ercole che sconfigge Caco, realizzata a Firenze nel 1525 da Baccio Bandinelli in Piazza della Signoria: questa statua monumentale celebra il ritorno al potere della famiglia dei Medici. Schiacciando Caco, che incarna la ribellione popolare, il tradimento e la fazione repubblicana sconfitta, l’Ercole dei Medici afferma l’autorità del nuovo regime ducale, un chiaro monito visivo rivolto ai cittadini contro ogni velleità di rivolta. Questa emulazione spinge gli scultori successivi, come Vincenzo de Rossi – che realizza anch’egli una versione di Ercole e Caco per la Sala dei Cinquecento – ad abbracciare questo tema in formato monumentale, ma anche in formati più ridotti, sull’esempio del Giambologna. Anche gli artisti del tardo Rinascimento e dell’epoca barocca trovano nella rappresentazione di scene di combattimento tra uomini l’opportunità di raffigurare un’anatomia virile idealizzata, con una passione per l’esagerazione della muscolatura, l’espressione di una potenza brutale e lo studio delle tensioni corporee. Gli artisti attingono non solo al ciclo erculeo, ma anche ad altre fonti mitologiche, come Sansone che combatte i Filistei (cfr. Pierino Da Vinci, 1551-52 circa, marmo, alt. 223 cm, Firenze, Palazzo Vecchio). È proprio a un piccolo gruppo scultoreo in bosso raffigurante Sansone che combatte un filisteo, messo all’asta a Berlino nel 2013 e donato alla cerchia di Leonhard Kern, che si avvicina questo Ercole che sconfigge Caco, sia per i dettagli stilistici che per l’impostazione della composizione generale. L’anatomia dei personaggi maschili, dalla silhouette muscolosa e tozza, con piedi lunghi e volti caratterizzati da arcate sopracciliari prominenti, è tipica dello stile di questo artista e della sua bottega. Colpisce inoltre la somiglianza con la testa dello «Schiavo inginocchiato», conservato alla National Gallery of Art di Washington, o con il volto dai baffi sottili di Adamo del gruppo in avorio conservato al Bode Museum di Berlino, entrambi opera dell’artista tedesco. Leonhard Kern è considerato uno dei più importanti scultori barocchi tedeschi del XVII secolo. Nato nel 1588 a Forchtenberg da una famiglia di scultori di lunga tradizione, intorno al 1609 intraprese un lungo viaggio di cinque anni in Italia. Questo soggiorno ha influenzato in modo duraturo la sua arte, ispirata alla scultura classica italiana del Rinascimento. Influenzato anche dalle violenze e dall’attualità politica del suo tempo, in particolare dalla Guerra dei Trent’anni, il suo corpus di opere è costellato di personaggi in lotta corpo a corpo, di nudi animati da un’espressività movimentata, di scene di combattimenti, rapimenti, cannibalismo, espulsione dal Paradiso e visioni apocalittiche (cfr. L. Kern, La visione di Ezechiele, pala d’altare in alabastro, dim. 71,5 × 83 cm, Berlino, SMB-SMPK, n. inv. 8482; L. Kern, L’espulsione dal Paradiso, avorio, alt. 31,5 cm, Amburgo, MKG, n. inv. 1990.360). La sua bottega
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