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Jean PUIFORCAT (1897-1945) Calamaio in argento di primo titolo (950°/°°) di forma circolare appiattita e con bordi sagomati. Il corpo è cesellato con compartimenti separati da fiori stilizzati; il centro di uno di essi è lasciato cavo per fare spazio alla penna. Il coperchio, montato su cerniera, è formato da un intreccio di tre fiori acquatici e dai loro steli. Orafo: Jean Elisée Puiforcat (1897-1945): la sua firma per esteso: Jean. E. Puiforcat e punzone da orafo EP (un coltellino in un rombo). Numero di magazzino punzonato sul fondo: 2083. Opera parigina del 1923 circa. Peso lordo: 356,2 g Diametro: 14 cm Altezza: 7 cm Jean Puiforcat (1897-1945) è considerato una delle figure di spicco del rinnovamento dell’oreficeria francese nel periodo tra le due guerre e uno dei rappresentanti più affermati del movimento Art Déco. Discendente da una famiglia di orafi parigini, la cui casa, fondata nel 1820, entra a far parte dell’azienda di famiglia nel 1918 e intraprende un profondo rinnovamento del suo repertorio formale. Grazie alla formazione come scultore acquisita presso Louis-Aimé Lejeune, sviluppò un linguaggio plastico caratterizzato dal rigore geometrico, dalla semplificazione dei volumi e dalla ricerca di una perfetta corrispondenza tra forma e funzione. In contrapposizione alle composizioni naturalistiche e alla ricca ornamentazione dell’Art Nouveau, le sue creazioni privilegiano le strutture architettoniche, le linee essenziali e le superfici levigate, alle quali l’argento massiccio conferisce una presenza scultorea. L’abbinamento di quest’ultimo con materiali preziosi o semipreziosi, quali il lapislazzuli, l’onice, la giada, l’avorio o l’ebano, contribuisce inoltre all’elaborazione di un vocabolario decorativo basato sul contrasto dei materiali e sulla valorizzazione dei volumi. La sua partecipazione all’Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne di Parigi, nel 1925, contribuisce ad affermare la sua notorietà e a consacrare una concezione rinnovata dell’oreficeria, in cui il lusso risiede meno nell’abbondanza del decoro che nella qualità dei materiali, dalla maestria tecnica e dall’armonia delle proporzioni. È uno dei membri fondatori dell’Unione degli artisti moderni nel 1929. Muore prematuramente nel 1945, lasciando un’opera relativamente breve, ma determinante nella storia dell’oreficeria del XX secolo. La produzione di Jean Puiforcat intorno al 1923 testimonia una tappa importante nell’affermazione del suo linguaggio estetico, a cavallo tra le ricerche decorative ereditate dall’Art Nouveau e l’elaborazione di un vocabolario pienamente inscritto nella modernità dell’Art Déco. In quel periodo, l’orafo porta avanti una riflessione approfondita sulla costruzione dei volumi, sulla semplificazione delle linee e sulla valorizzazione delle qualità plastiche dell’argento. Le sue creazioni si distinguono per una progressiva geometrizzazione delle forme, l’equilibrio delle proporzioni e una concezione architettonica dell’oggetto, in cui ogni elemento contribuisce alla coerenza dell’insieme. Questa ricerca formale è accompagnata da un marcato interesse per l’associazione di materiali contrastanti, in particolare l’argento e alcune materie naturali o colorate che introducono nelle sue composizioni effetti di texture e policromia. La presentazione delle sue creazioni al Salon des Artistes décorateurs del 1923 costituisce, a questo proposito, una tappa significativa nel riconoscimento del suo lavoro. Bibliografia: Bonneville, Françoise. Jean Puiforcat. Parigi: éd. du Regard, 1986. Esemplare di confronto: Contenitore per caramelle con decorazione di fiori acquatici, dotato di un coperchio simile e conservato al Musée des Arts Décoratifs di Parigi (Acquistato grazie al mecenatismo di Michel e Hélène David-Weill, 2003. Inv.: 2003.69.1.1-2). -Puiforcat Orfèvre, la maestria dell’argento, Tokyo Metropolitan Teien Art Museum, settembre - dicembre 2002, 2002. -Hélène David-Weill. Presidente e mecenate. Les Arts Décoratifs (opera collettiva). Parigi: Les Arts Décoratifs, 2013. 239 p. 14x7 cm Esperto: Florian Doux
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