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Léon SPILLIAERT (1881-1946) Avenue de la Reine a Ostenda / Koninginnelaan a Ostenda, 1909 Lavaggio a inchiostro di china, pennello, pastello a olio, acquerello, guazzo, graffi su carta Firmato e datato in basso a destra: "L. Spilliaert 09" 65 x 50 cm Provenienza: - Christian Fayt Gallery, Knokke-Parigi (dal 1976 al 1981) - Christie’s Londra, Modern Belgian Paintings, Drawings and Sculptures, asta del 19 ottobre 1989 (cat. 23, riprodotto) -Galleria Ronny Van de Velde, Anversa (1998) -Imelda Delvaux Art Gallery, Knokke (2001) -Collezione Maurice Verbaet, Anversa (dal 1998 al 2003) -Collezione di un’importante istituzione finanziaria belga, Bruxelles Mostre: -Parigi, “Omaggio a Léon Spilliaert”, Christian Fayt Art Gallery, dal 16 ottobre al 19 dicembre 1981, (cat. 14, riprodotto) - Ostenda, «Da Van Ensor a Delvaux», PMMK Museum voor Moderne Kunst, dal 5 ottobre 1996 al 2 febbraio 1997 (cat. p. 191, opera riprodotta) - Anversa, «Léon Spilliaert (1881-1946)», Galerie Ronny Van de Velde, dal 14 novembre 1998 al 23 gennaio 1999, (cat. 61, p. 133, riprodotto) - Knokke-Le-Zoute, Imelda Art Gallery, OFFA, dal 3 agosto al 30 settembre 2001 (cat. n. 84, pp. 44-45, riprodotto) - Tokyo, “Léon Spilliaert”, Bridgestone Museum of Art, dal 9 aprile al 6 giugno 2003 (cat. 84, pp. 170-171, riprodotto) - Himeji, “Léon Spilliaert”, Himeji City Museum of Art, dal 14 giugno al 27 luglio 2003 (cat. 84, pp. 170-171, riprodotto) - Nagoya, «Léon Spilliaert», Museo d’arte della Prefettura di Aichi, dal 5 agosto al 23 settembre 2003 (cat. 84, pp. 170-171, riprodotto) - Ostenda, «Brise d’Ostende: Léon Spilliaert alle Oostende Venetiaanse Gaanderijen», dal 3 giugno al 17 settembre 2006 (senza catalogo) Bibliografia: - Francine-Claire Legrand, Léon Spilliaert et son époque, Anversa, Fonds Mercator / Léon Spilliaert in zijn tijd, Lannoo, Tielt, 1981, cat. 87, riprodotto - Michael Palmer, Da Ensor a Magritte, Arte belga 1880-1940, Éditions Racine, Bruxelles, 1994, p. 128, riprodotto - Xavier Tricot, Léon Spilliaert, gli anni 1900-1915, Crédit Communal, Bruxelles, 1996, p. 125, riprodotto - Anne Adriaens-Pannier, Léon Spilliaert o la bellezza dell’intelligenza del cuore, Pandora-Ronny Van de Velde, Anversa, 1998, p. 111, riprodotto a p. 133 Quest’opera sarà inserita, alla luce delle conoscenze attuali, nel catalogo ragionato di Léon SPILLIAERT in fase di preparazione a cura della dott.ssa Anne ADRIAENS-PANNIER. Una copia della notifica di inclusione nel catalogo ragionato sarà consegnata all’acquirente. Il 1909 è segnato dalla prima mostra di Léon Spilliaert, al Salon de Printemps di Bruxelles. Originario di Ostenda, il pittore vi visse fino al 1917. Vi passeggia a lungo e regolarmente; affetto da insonnia, le sue peregrinazioni si svolgono spesso di notte. Spilliaert è un osservatore, dipinge ciò che lo circonda. La realtà è il suo soggetto: la isola e poi la illumina con il suo mondo interiore, rendendola misteriosa, persino fantastica e intrisa di solitudine. In questo periodo, le sue vedute di Ostenda sono luoghi desertici ed enigmatici che egli spoglia fino alla loro anima essenziale. Le sue dighe, le sue Gallerie Reali, le sue spiagge, i suoi fari diventano luoghi senza tempo. Questa notevole essenzialità si traduce in una semplificazione dello spazio e dei volumi: Léon Spilliaert schematizza le forme e ritaglia gli spazi. Qui, egli tratta l’Avenue de la Reine con questa stessa estrema essenzialità. Elimina gli edifici, i lampioni, le figure umane. Utilizza inoltre un movimento di fuga verso l’orizzonte per far incontrare cielo e terra, e una suddivisione ritmica degli spazi, proprio come nelle sue dighe del 1909. Linea retta costruita dall’uomo, la diga rettilinea di Spilliaert si contrappone alla linea curva degli elementi naturali come le acque e i venti della costa belga. L’Avenue de la Reine sembra qui una distesa immensa, come le infinite acque del Mare del Nord. Si noti che questo viale è blu, scandito da curve, e ricorda l’acqua increspata dal vento. Si nota inoltre l’importanza degli alberi che scandiscono e delimitano la composizione. I loro tronchi e i loro rami ricurvi sono elementi naturali che fanno eco all’acqua. Léon Spilliaert aveva 28 anni quando realizzò questa «Avenue de la Reine» a Ostenda; lui stesso avrebbe poi ammesso di aver già detto tutto all’età di 30 anni.
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