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Charles AUFFRET (1929-2001) Gabrielle che si asciuga il piede, 1964 Scultura in terracotta Firmata e numerata 5/8 31,5 x 28,5 x 16 cm Nel 1964, Charles Auffret realizza due sculture dello stesso stile: Gabrielle che si asciuga il piede e La donna alla toeletta. Queste opere segnano l’inizio della sua carriera e fanno conoscere al pubblico questo giovane scultore di 35 anni. Con la «Donna alla toeletta», Charles Auffret vinse il Premio Godard. Per Auffret, la scultura si concepisce come «disegno nello spazio» e non può essere concepita senza la rigorosa pratica del disegno. Ai suoi occhi, si tratta anche di architettura, da cui deriva il suo studio approfondito della forma e della struttura. Non sente il bisogno di levigare o tendere la superficie delle sue opere come un Despiau o un Maillol, ma lascia invece visibile il suo lavoro di modellatore, a testimonianza dell’immediatezza del gesto creativo. In questo si ricollega alle ricerche sull’«impressionismo scolpito» condotte da Rodin, Degas o Medardo Rosso. Dopo essersi immerso nella scultura borgognona durante gli studi alla Scuola di Belle Arti di Digione, Charles Auffret entra nel 1947 all’École nationale des Beaux-Arts di Parigi. Lì segue i corsi di Alfred Jeanniot e Marcel Gimond. Nel 1958 apre il proprio atelier nel quartiere delle Buttes-Chaumont e scopre l’opera di Charles Despiau, Robert Wlérick e Charles Malfray. Nel 1964 riceve il Premio del Groupe des Neuf. Sulla scia della «banda di Schnegg» di mezzo secolo prima, il Groupe des Neuf viene fondato nel 1963. Jean Carton, Raymond Martin, Marcel Damboise, Paul Cornet, Raymond Corbin, Léon Indenbaum, Léopold Kretz, Gunnar Nilsson e Jean Osouf, eredi di Wlérick, Despiau, Malfray e Gimond, si riuniscono attorno a una concezione comune della scultura, riaffermando la loro diretta discendenza dalla cosiddetta scultura «indipendente». L’anno successivo, vincitore del Premio internazionale di scultura della Fondazione Paul Ricard, Charles Auffret viene invitato in residenza sull’Isola di Bendor insieme alla moglie, la scultrice Arlette Ginioux. Lì realizzerà una scultura monumentale intitolata *L’Éveil*, opera di grande rilievo. Partecipa a numerose mostre in Francia e all’estero, insegna disegno all’Accademia Malebranche e alle Belle Arti di Reims prima di essere nominato professore all’École nationale supérieure des Arts Décoratifs. Dopo la sua morte, diverse retrospettive gli rendono omaggio: il museo Mainssieux a Voiron, la Villa Medici a Roma e il museo Despiau-Wlérick a Mont-de-Marsan. (per saperne di più: www.charlesauffret.com). Bibliografia correlata: Charles Auffret (1929-2001). Scultore e disegnatore, catalogo della mostra a Mont-de-Marsan, Museo Despiau-Wlérick, 10 agosto – 16 settembre 2012, Mont-de-Marsan, L’Atelier des Brisants, 2012, p. 20, riproduzione (prova in bronzo).
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