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LOUVOIS Anne de Souvré [, 1646 -, 1715], marchesa di, sposata con il ministro della Guerra di Luigi XIV. Raccolta di 7 lettere autografe indirizzate alla sua «Cara Berniolle» (la signora de Bernière) mentre seguiva il marito in campagna durante la guerra d’Olanda nel 1673: - Brisach, 31 agosto [1673]; 5 pagine in-4°. Scrive mentre si trova sulle rive del Reno e spiega che «le truppe sono entrate a Colmar e a Sélestat senza sparare un solo colpo, poiché i cittadini hanno aperto loro le porte; sono stati disarmati e i loro cannoni sono stati sequestrati», in cui fornisce alcune notizie sulla guerra e poi chiede al suo amico di andare a comprarle abiti, tessuti e pizzi di qualità. - Nancy, 9 settembre 1673, 3 pagine in formato 1/8 in-4°. In questa lettera rassicura il suo amico che pensava di essere stato dimenticato. Fornisce notizie sulla guerra e in particolare sui feriti: «Tutta la corte è arrivata qui ieri; io invece sono qui da ieri a causa della signora de Rochefort, il cui marito è stato ferito da un colpo di moschetto al braccio e alla clavicola» - Nancy, 13 settembre 1673; 3 pagine in-4°. In questa lettera chiede notizie della sua amica e fornisce notizie su di sé: «Il signor e la signora Rochefort sono qui da ieri sera. Lui è estremamente abbattuto dalla ferita, che gli provoca forti dolori, ma non ha febbre. È un miracolo che non sia stato ucciso». Spiega poi che si vocifera che stiano per partire di nuovo in viaggio. Spera che la destinazione sia Parigi, per potersi riposare. Attendono con impazienza notizie del signor de Turenne: «La posta arrivata ieri riferisce che non vi sono più fiumi né boschi di rilievo tra i due eserciti e ciò fa supporre che, se gli Imperiali hanno voglia di combattere, la battaglia avrà luogo già domani. Il principe d’Orange ha assediato Voerden, una città che abbiamo conquistato l’anno scorso nei pressi di Utrecht. È il signor de Luxembourg a comandare in quella zona. Si spera che non riesca a conquistarla così presto, poiché al suo interno vi sono 2.800 uomini e, da un lato, il signor di Lussemburgo li colpirà di sorpresa. » - Nancy, 20 settembre [1673]; 3 pagine in-4°. «Non si sa ancora quando il Re tornerà a Parigi; si sta preparando per un viaggio di cui non si conosce la destinazione. […] I due eserciti sono a una portata di cannone l’uno dall’altro e ci sono state alcune scaramucce; quello degli Imperiali è accerchiato tra le montagne, dove non dispone di molte provviste, mentre quello di M. de Turenne si trova in pianura. […] Per quanto riguarda l’assedio di Voeden, procede sempre secondo i piani; si spera che duri a lungo per mettere in difficoltà il Principe d’Orange» - Parigi, 2 novembre [1673]; 3 pagine e mezzo in-4°. Vi fornisce brevi notizie su Parigi e sull’esercito. «Il cardinale de Bonze è partito per recarsi a Narbonne e agli Stati. È arrivata la principessa di Modena; domenica il Re è venuto qui per vederla e le vengono riservati tutti gli onori immaginabili. […] Il maresciallo di Bellefond parte per le Fiandre per comandare l’esercito, poiché il Principe non vi trascorrerà l’inverno, dato che il maresciallo d’Humières si trova a Utrecht e il signor di Lussemburgo sta per arrivare con il signor di Turenne» - Parigi, 29 novembre [1673]; 2 pagine e 3/4 in-4°. Riguardo alle Figlie della regina, che erano le giovani damigelle d’onore non sposate della regina e che, a causa di problemi di condotta morale, furono sostituite dalle dame del Parlamento per ordine di Luigi XIV. «Gaulard vi ha scritto a nome mio in merito alla disgrazia che è capitata alle figlie della regina; quasi tutte hanno preso posizione: Coetlogon dimora con la signora de Richelieu per ordine del re e della regina. La Motte avrà la Maréchale, alla quale il re ha promesso 50.000 scudi quando si sposerà. Lannoy se ne va all’Abbaye-aux-Bois con la speranza di sposarsi prima della fine dell’anno. Si ritiene che sia con il signor de Pompadour; Du Ludres e Dampierre tornano a casa di Monsieur, ma non si sa se in qualità di figlie di Madame o se lui le abbia prese con sé a casa sua. Théobon va a vivere da Madame de Guise e il re le mantiene la pensione. […] ecco tutto ciò che si dice di queste povere ragazze. Si assicura che al loro posto verranno aggiunte delle dame di corte. » - Parigi, «10 sera» [1674?], 3 pagine in-4°. In essa spiega di sentirsi sola a Parigi dopo la partenza di molti amici. Preferisce tuttavia questa vita in città piuttosto che a corte.
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