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ED. JAEGER «Rattrapante» n. 9465. Circa 1910 Orologio da tasca in oro 18 carati (750) con cronografo a rattrapante Cassa: rotonda, fondello con chiusura a pressione, punzone del maestro, sul retro le iniziali «ERB», numerato all’interno Quadrante: patinato con numeri romani, due contatori in posizione verticale, lancette stilizzate in acciaio azzurrato, scala minutaria esterna con graduazione al 1/5 di secondo, firmato «E.D. JAEGER PARIS» Movimento: meccanico con carica a corona, scappamento ad ancora, bilanciere a spirale con regolazione di anticipo e ritardo, firmato «E.D. JAEGER» Diam. 48 mm - Peso lordo: 62,6 g Ringraziamo la manifattura Jaeger Le Coultre per le informazioni fornite sulla base dei propri archivi: «Numero individuale: 9465; Calibro: 17/18JCCRV; Anno di creazione: 1910». - E.D. JAEGER: dall’orologio da tasca al cronografo con funzione rattrapante: Nato in Alsazia, Edmond Jaeger (1858-1922) si trasferì a Parigi con la sua famiglia all’epoca della guerra franco-prussiana e vi aprì il proprio laboratorio di orologeria nel 1880. Specialista in cronografi e strumenti di misurazione della velocità, fornì i suoi primi cronometri di bordo alla marina francese nel 1890. La sua attività si estese poi agli strumenti destinati all’automobile e all’aviazione. Questo percorso, caratterizzato dalla ricerca della precisione, spiega l’interesse per un orologio con cronografo a doppio contatore che porta la sua firma. Nel 1903, il suo incontro con Jacques-David LeCoultre dà inizio a una collaborazione dedicata in particolare ai movimenti ultrapiatti e complicati. Da essa nasce, nel 1907, il calibro 145, dello spessore di soli 1,38 mm, destinato a un orologio da tasca con carica manuale. Nello stesso anno, Jaeger stringe un accordo di esclusiva con Cartier per la fornitura di movimenti realizzati in collaborazione con LeCoultre. Si ritira progressivamente dagli affari a partire dal 1918 e muore nel 1922. Il marchio Jaeger-LeCoultre, creato nel 1937, perpetua dopo la sua scomparsa l’unione dei due nomi. Datato al 1910 secondo gli archivi della manifattura, questo orologio da tasca in oro è dotato di un cronografo a rattrapante, una complicazione destinata a misurare tempi intermedi o a confrontare due eventi che iniziano simultaneamente ma hanno durate diverse. Due lancette centrali del cronografo, inizialmente sovrapposte, avanzano insieme. Premendo il comando del rattrapante, una delle due si blocca per consentire la lettura di un primo tempo, mentre l’altra continua il cronometraggio. Una nuova pressione sblocca la lancetta fermata, che raggiunge istantaneamente la sua compagna e riprende a muoversi insieme a lei: questo «raggiungimento» dà il nome alla funzione. L’operazione può essere ripetuta nel corso di una stessa misurazione, in particolare per rilevare i tempi di più concorrenti durante una gara sportiva. Sviluppata nel XIX secolo, la rattrapante aggiunge al cronografo uno specifico meccanismo di arresto e risincronizzazione. Nella sua struttura tradizionale, una pinza blocca la ruota della rattrapante; dopo il suo rilascio, una leva azionata da una molla agisce su una camma a forma di cuore per riportare la lancetta nella posizione di quella del cronografo. Il coordinamento di questi organi e la precisione della loro regolazione rendono questa funzione una complicazione meccanica impegnativa. Sull’esemplare presentato, la scala periferica con divisione al quinto di secondo completa questa funzione di misurazione dei tempi brevi. A nostra conoscenza, esiste un solo altro esemplare dello stesso tipo, ma in platino con doppia scala periferica, recante anch’esso la firma «E.D. JAEGER, Paris», è stato venduto da Antiquorum il 20 ottobre 1991. Esperto: Geoffroy ADER
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