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TimeLine Auctions

150 - Monumentale stele funeraria romana in marmo dedicata al senatore Apellinarius e a Kallisti. Che egli sia assicurato alla giustizia e multato di 5.000 denari per empietà, da versare al tesoro imperiale

Base d'asta

38.000 £ (45.574 €)

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Stima

40.000 - 60.000 £ (47.000 - 72.000 €)

Diritti d'asta

35%

Monumentale stele funeraria romana in marmo dedicata al senatore Apellinarius e a Kallisti. Che egli sia assicurato alla giustizia e multato di 5.000 denari per empietà, da versare al tesoro imperiale III secolo d.C. Una stele funeraria estremamente grande e imponente, divisa in tre sezioni distinte, sormontata da un frontone triangolare all’interno del quale è raffigurata la testa di una donna con lunghi capelli intrecciati; sotto di essa si trova il primo pannello, una cornice rettangolare recante nella parte superiore un’iscrizione in greco (traduzione di R. Falkiner): «E POICHÉ NON SIAMO D’ACCORDO»; seguita all’interno della cornice dai ritratti uno di fronte all’altro di Apellinarius e Kallisti raffigurati come pari, fianco a fianco; Apellinarius con i capelli mossi incisi in riccioli stilizzati e che indossa la toga sopra una semplice tunica con un ampio a forma di V, e Kallisti raffigurata come una matrona di mezza età dall’aspetto autorevole, con il velo che indica lo stato coniugale che le scende dall’acconciatura voluminosa e le ricade sulle spalle; all’estrema sinistra della cornice, una mano, scolpita in bassorilievo all’interno di un bordo quadrato; segue un’altra iscrizione in greco: «DIVINITÀ DELL’ALDILÀ RADICATE SULLA TERRA»; sotto di essa si trova il secondo pannello centrale che raffigura, racchiusa tra fasce di testo, una scena funeraria convenzionale e stilizzata in bassorilievo: Apellinarius disteso su un alto triclinium, con indosso una toga pesantemente drappeggiata, mentre si sostiene con la mano sinistra e tiene sollevata una corona d’alloro con la destra, Kallisti dietro di lui in posa simile con il velo; all’estrema sinistra un giovane, vestito con una paenula, pantaloni lunghi e calcei chiusi, che tiene un uccello (una colomba?) nella mano destra, forse il figlio della coppia, in lutto per il padre e pronto a prendere il suo posto come capofamiglia; sotto il letto, una piccola schiava altamente stilizzata che indossa un peplo, con i capelli scoperti raccolti in uno chignon sulla nuca, mentre porta una coppa al tavolo delle offerte; il pannello inferiore seguente riporta otto righe di testo greco, con una nona incisa sulla cornice sottostante, che racchiude il seguente cartiglio epigrafico, racchiuso all’interno di una tabula: «KALLISTI (moglie) DI BITHYS HA FATTO REALIZZARE QUESTO MONUMENTO PER SÉ E PER IL SENATORE (suo figlio) APELLINARIO, FIGLIO DI APELLINARIO, IL VIRTUOSO SENATORE E SACERDOTE DEL DIO APOLLO. Egli visse vent’anni con i propri mezzi e, come tutti videro, non causò alcuna spesa pubblica; e se qualcuno viene sorpreso a compiere un’azione contro (la tomba), SIA ASSEGNATO ALLA GIUSTIZIA E MULTATO DI 5000 DENARI PER EMPIETÀ, DA VERSARE AL TESORO IMPERIALE». Cfr. Woysch-Mautis, D., La rappresentazione degli animali e delle creature favolose sui monumenti funerari greci. Dall’epoca arcaica alla fine del IV secolo a.C., Cahiers d’Archéologie Romande, n. 21, Losanna, 1982; Jovanova, L., Monumenti sepolcrali di Scupi (Colonia Flavia Scupinorum), in Scultura funeraria dell’Illirico occidentale e delle regioni limitrofe dell’Impero Romano (a cura di Cambi N., Koch G.), (atti del convegno scientifico internazionale tenutosi a Spalato, settembre 2009), 709-745, Spalato, 2013; Douitsi A., Monumenti funerari in Macedonia durante il periodo arcaico e classico, Salonicco, 2017; Proeva, N. Motivi non figurativi sulle stele funerarie romane dell’Alta Macedonia (Problemi di datazione e interpretazione in ????????? ? ?????????????? ???????? ???????? ????, vol. 7, Skopje, 2017, pp. 147-158; questo pezzo presenta somiglianze compositive con il rilievo funerario della fine del II secolo d.C. raffigurante Neiki, moglie di Onesimo, proveniente dalla provincia romana della Macedonia, esposto al Museo Archeologico di Salonicco. 443 kg, 164 x 95 cm compreso il piedistallo (64 1/2 x 37 1/2 pollici). [È disponibile un video di questo lotto sul sito web di TimeLine Auctions] Di proprietà di un gentiluomo londinese; in precedenza appartenuto a una collezione privata sin dai primi anni ’70. Acquistato in precedenza sul mercato dell’arte londinese nel 1970. Corredato da un certificato dell’Art Loss Register. Accompagnato da una relazione scientifica della dott.ssa Laura Proffitt e del dott. Raffaele D’Amato. Questo lotto è stato verificato nel database dell’Interpol relativo alle opere d’arte rubate ed è accompagnato dal certificato di ricerca n. 10136-136699. Il monumento funerario fu commissionato da una donna di nome Kallisti (che in greco significa «la più bella»), in onore del suo defunto figlio Apellinarius, figlio di Apellinarius, che già da vent’anni ricopriva la carica di senatore (di Roma o della gerousia locale?) e di sacerdote di Apollo. La donna raffigurata all’interno del frontone triangolare è probabilmente Persefone, moglie di Ade e regina degli Inferi, considerando la dedica della stele agli dei degli Inferi. La mano staccata dal corpo, a sinistra del pannello, era quasi certamente destinata a svolgere una funzione apotropaica, proteggendo la famiglia dal male in questo mondo e nell’aldilà. Questo simbolo risale all’antica Mesopotamia e al Vicino Oriente e conserva il suo significato ancora oggi sotto forma dei motivi dell’hamsa e della «mano di Fatima», diffusi in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale. L’uccello nella mano del giovane potrebbe essere un simbolo di giovinezza, vigore

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

MERAVIGLIE DEL PASSATO: Antichità di pregio, arte antica e gioielli – Giorno 1
martedì 1 dicembre
02:00 PM
363 Main Road
CO12 4DN Harwich, Regno Unito

Casa d’aste

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