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Shabti egizio in legno raffigurante il faraone Seti I. Collezione egizia di Peter Clayton (Lotti 1-32 e 391-500) Nuovo Regno, XIX dinastia, 1291-1278 a.C. circa Forma mummiforme con una lunga parrucca a lembi e braccia incrociate; le mani sono modellate in rilievo e recano sei file di iscrizioni geroglifiche disposte intorno alla metà inferiore del corpo, che presentano una versione del Capitolo 6 del Libro dei Morti, compresi i cartigli contenenti il suo nome di incoronazione Men-Maat-Re («Eterna è la giustizia di Ra») e il suo nome di nascita Seti-mery-en-Ptah («Seti amato da Ptah»); sono visibili tracce di vernice nera, in particolare tra le falde della parrucca e su entrambi i lati della testa. Cfr. Janes, G., The Shabti Collections 6: A Selection from the World Museum, Liverpool, Lymm, 2016, pp. 86-89 (M13581 M13582), per due shabti di Seti I con posizioni delle mani e disposizione del testo simili; Bovot, J-L., Les serviteurs funéraires royaux et princiers de l’Ancien Égypte, Parigi, 2003, pp. 103-112, 127-128, 131-160, 166-167, per esempi conservati al Louvre; Hepper, N., Lo shabti di “Amelia Edwards” raffigurante Seti I, *Journal of Egyptian Archaeology* 86 (2000), p. 165, per una discussione sulle specie legnose. 82,7 grammi, 18,5 cm (7 1/4 pollici). [Senza prezzo di riserva] Acquistato a Londra in un mercato dell’antiquariato negli anni ’60 per 20,00. Proveniente dalla collezione privata di Peter Clayton, FCILIP, Dip, Arch, FSA, FRNS, Hemel Hempstead, Hertfordshire, Regno Unito; costituita a partire dalla fine degli anni ’50. Questo lotto è stato verificato nel database dell’Interpol relativo alle opere d’arte rubate ed è accompagnato dal certificato di ricerca n. 13497-263004. Seti I fu sepolto a Tebe in una grande tomba riccamente decorata nella Valle dei Re (KV 17). Il suo corredo funerario comprendeva circa 700 shabti, alcuni realizzati in faience e pietra, ma la maggior parte in legno. Sebbene la finezza dell’intaglio e la finitura complessiva variassero, gli shabti in legno di Seti I comprendevano almeno due tipi principali: quelli, come questo esemplare, in cui le braccia incrociate non sono modellate e sono indicate solo dal rigonfiamento dei gomiti, mentre le mani sono scolpite in modo deciso, e quelli in cui sia le braccia che le mani sono rese in modo più plastico. Entrambe le forme potevano essere prive di iscrizioni oppure recare sia i cartigli di Seti I sia una versione dell’incantesimo dello shabti (Capitolo 6 del Libro dei Morti). L’analisi di uno degli shabti in legno di Seti I ha permesso di identificare la specie legnosa come ginepro. TimeLine Auctions segue un rigoroso processo di verifica per garantire l’autenticità e la legalità di tutti gli oggetti, rafforzando il nostro impegno verso l’integrità e il commercio responsabile. Ogni lotto di antichità, oggetti d’antiquariato e monete viene sottoposto a un esame approfondito da parte di un comitato di verifica composto da almeno dieci specialisti esterni, membri di associazioni di categoria, scienziati e archeologi. Per ulteriori informazioni, consultate il nostro sito web.
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