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Seduta femminile, "mmaa gwa" Ashanti. Ghana Senza base / without base Legno. H 21 cm. L 16 cm. L 35 cm. Provenienza: - Josef Joller, (1886-1972), Winterthur. - Alice Szentkiralyi-Joller (1932-2025), Winterthur. - Di proprietà della famiglia per via ereditaria. Dono tradizionale per una sposa o una futura mamma. Le inconfondibili sculture monoxiliche sono costituite da una base rettangolare, una parte centrale dal design personalizzato e una seduta concava sovrastante. Sono realizzate da artigiani specializzati e denominate «dwa» nella lingua twi. La sedia più famosa degli Ashanti è senza dubbio la «Sika Dwa Kofi», la sedia d’oro («Golden Stool Born on a Friday»). Secondo la tradizione, fu fatta scendere dal cielo dal sommo sacerdote Okomfo Anokye per volere del re Osei Tutu, fondatore dell’impero ashanti. Ancora oggi è considerata l’incarnazione dell’anima e dell’unità della nazione ashanti. La maggior parte degli sgabelli, tuttavia, serviva semplicemente come sedute e viene utilizzata ancora oggi in molte famiglie. Inoltre, essi svolgono un ruolo importante nella vita sociale e religiosa e possono essere venerati come portatori di potere spirituale. I sedili riservati agli alti dignitari sono ancora oggi simboli di rango, autorità e legittimità politica. Essi figurano tra i più importanti simboli regali dei sovrani ashanti, che potevano possedere diversi sgabelli dal design variegato. Questi sedili cerimoniali, chiamati adamu dwa, nei modelli particolarmente preziosi sono decorati con lamelle d’oro, d’argento o di bronzo, campanelli, perline, bracciali e amuleti. I motivi raffigurati nella parte centrale sono spesso di natura proverbiale o astratta e riflettono i valori, gli ideali e le rivendicazioni politiche del rispettivo clan e dei suoi sovrani. Tra il proprietario e il suo sgabello esiste un legame particolarmente stretto. Un proverbio ashanti afferma che tra i due non vi siano segreti. Dopo la morte del proprietario, lo sgabello viene conservato dai familiari come cimelio e, di norma, viene onorato ritualmente ogni anno durante le feste «Odwira» (presso gli Akan) o «Homowo» (presso i Ga), finché il ricordo del suo antico proprietario non si sarà spento. Bibliografia di approfondimento: Ross, Doran H. et al. (2008). L’oro degli Akan. Museo Liaunig. Neuhaus: Museumsverwaltung GmbH. -------------------------------- Josef Joller (1886–1972) Il commerciante svizzero Josef Joller operò negli anni ’30 e ’40 per conto della Swiss African Trading Company nel commercio del cacao nell’Africa occidentale. La sua attività professionale lo portò nell’allora Costa d’Oro britannica, l’odierno Ghana, nonché nella vicina Costa d’Avorio (Côte d’Ivoire), allora sotto amministrazione coloniale francese. A quel tempo il cacao era uno dei prodotti di esportazione più importanti dell’Africa occidentale. Le società commerciali europee gestivano una fitta rete di stazioni commerciali e di relazioni d’affari che collegava le città costiere alle zone di produzione nell’entroterra. In qualità di commerciante svizzero, Joller si muoveva in questo contesto economico e culturale, in cui gli interessi commerciali europei e le variegate tradizioni delle società dell’Africa occidentale si incontravano. La sua pluriennale attività nella regione costituisce un interessante contesto storico per la contestualizzazione delle opere d’arte che in seguito entrarono in suo possesso. Essa rimanda a un’epoca in cui incontri personali, contatti commerciali e viaggi potevano influenzare anche il percorso degli oggetti d’arte africani verso le collezioni private europee. CHF 200 / 400 Peso in grammi: 1100 Condizioni: Hammer Auktionen attribuisce grande importanza a una descrizione accurata e il più possibile precisa di tutti i lotti offerti nel catalogo. Ogni lotto è documentato da diverse fotografie, volte a fornire un’impressione il più possibile completa delle sue condizioni. Tra queste figurano in particolare segni visibili di usura, irregolarità e alterazioni dovute all’invecchiamento. Raccomandiamo a tutti gli interessati e agli offerenti di esaminare attentamente le fotografie prima di presentare un’offerta, poiché costituiscono una parte essenziale della descrizione del lotto. Raccomandiamo inoltre, se possibile, di visionare personalmente gli oggetti prima dell’asta. Tutte le indicazioni relative alle condizioni sono fornite in buona fede e si basano sulla nostra valutazione tecnica. Esse hanno valore orientativo e non pretendono di essere esaustive. In particolare, possono essere presenti caratteristiche dovute all’età o all’uso che non sono né espressamente menzionate né riconoscibili nelle fotografie. Hammer Auktionen non si assume alcuna responsabilità, nei limiti consentiti dalla legge, per errori o omissioni involontari nelle descrizioni dello stato dei beni. Ci impegniamo tuttavia costantemente a chiarire eventuali ambiguità o richieste in modo trasparente, equo
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