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Pedro Friedeberg (messicano, 1936-2026). Sedia scultorea in legno di mogano intagliato con pigmento argentato, progettata a forma di mano. Caratterizzata da una seduta sagomata a forma di palmo e da uno schienale a forma di dita con schienale alto, sostenuta da una base a piedistallo conico. Firmata lungo il bordo interno, visibile dalla parte inferiore. Descrizione del lotto: Pedro Friedeberg era un artista e designer messicano di origine italiana, celebre per i suoi dipinti surrealisti, le stampe e i mobili scultorei caratterizzati da forme architettoniche psichedeliche e fantastiche. Nato a Firenze, in Italia, da genitori ebrei tedeschi, si trasferì con la famiglia in Messico durante la Seconda Guerra Mondiale, dove crebbe affascinato sia dall’architettura gotica e rinascimentale fiorentina sia dalle rovine azteche messicane. Iniziò a studiare per diventare architetto, ma su incoraggiamento del suo mentore, lo scultore Mathias Goeritz, abbandonò gli studi per dedicarsi all’arte, incanalando la sua formazione architettonica in progetti sempre più inverosimili che sfidavano le forme convenzionali degli anni ’50. Friedeberg entrò a far parte di «Los Hartos» (I Stufi), un gruppo di surrealisti e neo-dadaisti attivo a Città del Messico che sosteneva l’arte per l’arte e annoverava tra i propri membri figure come Leonora Carrington e Remedios Varo. La sua opera più iconica è riconosciuta come la «Hand Chair», una sedia a forma di palmo aperto, con le dita che fungono sia da schienale che da braccioli. Il progetto nacque come uno scherzo improvvisato rivolto a un falegname e finì per diventare un elemento molto amato nelle case messicane e un fenomeno della cultura popolare in tutto il mondo. Rimane al tempo stesso un mobile funzionale e un oggetto assurdo, emblematico dell’ironia e dell’irriverenza che permeavano l’intera sua opera. Nel 2009, il Museo del Palacio de Bellas Artes di Città del Messico gli ha dedicato un’importante retrospettiva, e le sue opere sono state esposte in musei e gallerie in tutto il Messico, negli Stati Uniti e in Europa nel corso della sua carriera. Sebbene fosse spesso definito «l’ultimo surrealista», Friedeberg rifiutava tale definizione, insistendo sul fatto di non appartenere ad alcun movimento. Continuò a lavorare in modo prolifico fino agli ultimi anni della sua vita, realizzando dipinti, murales, illustrazioni per libri, mobili e scenografie. Friedeberg morì il 5 marzo 2026, all’età di 90 anni, a San Miguel de Allende, in Messico, a causa di un tumore al colon. Altezza: 36 1/4 in x larghezza: 20 in x profondità: 20 in.
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