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Probabilmente Willem Ferdinand Abraham Isaac “Willem” Vaarzon Morel (olandese, 1868-1955). Disegno a pastello su carta raffigurante la principessa egiziana Nazli Zainab Hanim Fazil. La principessa è ritratta in un abito in stile europeo della Belle Époque. Firmato «W. Morel» in basso a sinistra. Etichetta di incorniciatura della Beard Art Gallery sul retro. Descrizione del lotto: La principessa Nazli Zainab Hanim (Hanem) Fazil (1853-1913), figlia maggiore di Mustafa Fazil Pasha e di sua moglie Dilazad Hanim, fu una delle donne più influenti in Egitto e nell’Impero Ottomano. La principessa Nazli istituì un salotto letterario nel suo palazzo al Cairo, dove, rompendo con la rigida tradizione ottomana, accoglieva contemporaneamente uomini e donne. Statisti, poeti, generali e diplomatici stranieri si riunivano sotto i suoi auspici per discutere di affari internazionali. Tra gli ospiti figuravano: il Gran Muftì d’Egitto Muhammad ‘Abduh, il primo ministro Saad Zaghloul, Lord Kitchener, Lawrence d’Arabia, re Edoardo VII, Margot Asquith, contessa di Oxford, Lady Romilly, la pittrice danese Elisabeth Jerichau-Baumann, Madame Ijlal Rushdi Pasha e molti altri. Le memorie di famiglia raccontano che quando Qasim Amin, inizialmente un fervente oppositore dei diritti delle donne, visitò il salotto di Nazli, rimase così stupito dalla sua intelligenza e dalla sua acuta argomentazione politica che cambiò posizione e divenne un sostenitore dell’emancipazione femminile in Egitto, il che lo portò a scrivere la sua opera fondamentale *La liberazione delle donne*. Attraverso ritrattisti e fotografi, artisti e interviste pubbliche, la principessa Nazli costruì con cura la propria immagine pubblica come donna bella, intellettuale e diplomatica non ufficiale. In un’intervista del 1899 con *The Gentlewoman*, una rivista inglese, la principessa Nazli si presentò come un ponte tra l’Oriente e l’Occidente, ricorrendo intenzionalmente a tropi orientalizzanti per posizionarsi vantaggiosamente tra l’élite britannica. Quando l’intervistatore le chiese quali riforme Nazli avrebbe voluto vedere nel mondo ottomano, lei rispose: l’abolizione del sistema dell’harem e l’istruzione delle classi inferiori. Nel corso della sua vita, Nazli esercitò deliberatamente questo tipo di soft power per rafforzare la propria posizione e promuovere le cause che sosteneva. Questo ritratto a pastello della principessa Nazli, raffigurata con un abito occidentale alla moda della Belle Époque e senza velo (in contrasto con le convenzioni ottomane dell’epoca), è un altro esempio di tale soft power. Provenienza: principessa Nazli Zainab Hanim Fazil, per discendenza a Hatidjeh Fouad Izzet Riaz (1897-1985) della dinastia di Muhamed Ali. Riferimento: Hatidjeh Fouad Izzet, «Memories», p. 21, per la fotografia su cui si basa quest’opera. Dimensioni dell’opera: altezza 35 pollici x larghezza 24 1/2 pollici. Con cornice: altezza 37 1/2 pollici x larghezza 27 1/4 pollici x profondità 2 pollici.
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