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VALERIO CASTELLO, attribuito (Genova, 1624 – 1659) ALLEGORIA DELLA CARITÀ Olio su tela, cm 123,5 × 157,5. Genova, metà del XVII secolo. Cornice in legno e stucchi dorati con decorazioni a racemi e volute fogliacee, XIX secolo. Provenienza Nobile famiglia marchigiana Il dipinto raffigura un'articolata Allegoria della Carità, rappresentata nelle sembianze di una giovane madre intenta ad allattare un bambino, circondata da numerosi fanciulli in un suggestivo paesaggio boschivo. La composizione, di notevoli dimensioni e di particolare ricchezza narrativa, si sviluppa attraverso un vivace intreccio di gesti e figure infantili, disposte intorno alla protagonista secondo un andamento dinamico e scenografico. La morbidezza degli incarnati, la grazia delle fisionomie e la raffinata orchestrazione cromatica dei panneggi, dominati da intensi toni azzurri e rossi, riconducono l'opera alla cultura pittorica genovese della metà del Seicento. L'attribuzione a Valerio Castello trova motivi di interesse nelle caratteristiche compositive e stilistiche del dipinto, in particolare nella vivacità dei putti, nella delicatezza degli affetti e nella costruzione delle figure attraverso morbidi passaggi chiaroscurali. Tali elementi richiamano il linguaggio del maestro genovese, formatosi attraverso la conoscenza della pittura di Correggio, Parmigianino, Rubens e Van Dyck. Significativo, sotto il profilo iconografico e stilistico, è il confronto con le rappresentazioni della Carità riferite a Valerio Castello, documentate nella Fototeca della Fondazione Federico Zeri e nella letteratura storico-artistica dedicata al pittore. Questi confronti testimoniano l'interesse dell'artista per il tema allegorico e per la rappresentazione degli affetti materni, pur non costituendo di per sé una conferma dell'attribuzione del presente esemplare. L'opera si distingue per l'ampiezza dell'impianto compositivo, l'equilibrio tra monumentalità e naturalezza narrativa e la capacità di tradurre il significato morale della virtù cristiana in un'immagine di intensa partecipazione emotiva. La qualità dell'invenzione e la complessità dell'organizzazione figurativa rendono il dipinto una significativa testimonianza della cultura barocca genovese, nell'ambito della quale si colloca la proposta attributiva a Valerio Castello. Bibliografia di confronto: C. Manzitti, Valerio Castello, Genova, 1972. C. Manzitti, Valerio Castello, Torino, 2004. CONDITION REPORT Rintelo del XIX secolo, la tela pertanto non risulta perfettamente tesa sul telaio. Alcuni punti di resturi pittorici al centro tra i putti, sulla spalla della personificazione della carità. Accumuli di grasso diffusi su alcuni punti della superficie pittorica. Difetti, mancanze e vecchi restauri alla cornice.
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